La noce (che altro scrivere nel titolo?)

Figura di noce
Caterina Andemme ©

 

Secondo  l’antica Teoria delle Segnature una pianta che abbia una certa rassomiglianza con un organo  del nostro  corpo, non può che essere un vettore di  benefici per l’organo  rappresentato.

La noce, ad esempio, assomiglia ad un piccolo  cervello  in miniatura: il guscio rappresenta il  cranio i gherigli  gli  emisferi  destro e sinistro del  cervello.

In alcuni  individui la rassomiglianza si  ferma al  solo  guscio  vuoto oppure, tanto per essere meno  cattive,  la loro  materia grigia può benissimo  essere rappresentata dal vermiciattolo che troviamo  nelle noci  marce.

Cattiveria a parte, le noci sono  effettivamente un toccasana per il nostro cervello essendo ricche di acidi  grassi Omega – 3  ,indispensabili  per lo  sviluppo  del  sistema nervoso, e di  vitamina E  che, nella sua forma gamma – tocoferolo, è in grado  di proteggere i  neuroni  dall’invecchiamento.  

A questo  si aggiunge che le noci  sono  ricche di precursori  per lo  sviluppo dei neurotrasmettitori importanti  per le funzioni  cerebrali e della melatonina fondamentale per mantenere efficiente il ritmo   circadiano  e di  conseguenza   sincronizzare il sistema neuro – endocrino  e quello immunitario.

Prima di  scrivere la ricetta dei  Garganelli con salsa di noci   vorrei ricordarvi che:

La festa di  Pasqua non deve essere quella che vogliamo  fare all’agnello

Garganelli con salsa di noci 

Ingredienti  per quattro persone 

  • 250 g di pasta all’uovo  fresca formato  garganelli
  • 20 gherigli di noce
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 1 cucchiaio  di  maggiorana fresca
  • La mollica di un  panino raffermo
  • 1 tazzina di  latte
  • Noce moscata
  • 100 g di fagiolini  verdi
  • 100 g di  zucca già mondata
  • 1 patata
  • Olio  extravergine di oliva
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione 

Facciamo ammorbidire la mollica di pane con latte tiepido ed insaporiamo con  una grattata di noce moscata.

Frulliamo con un cucchiaio  di olio le noci, i pinoli, la maggiorana ed una presa di  sale.

Cuociamo  i fagiolini  in una pentola di  acqua bollente salata e,  dopo  cinque minuti di  cottura, vi uniamo la patata sbucciata a dadini e, dopo  altri  cinque minuti, la zucca a dadini.

Cuociamo  ancora per cinque minuti, quindi uniamo  la pasta e portiamo a cottura: scoliamo insieme alle verdure e condiamo  con la salsa di noci.

bon appétit

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


playlist

Avrei voluto inserire Le donne di ora un inedito di  Giorgio Gaber mai  pubblicato e riscoperto  recentemente da Ivano  Fossati.

Per il momento il brano non è ancora disponibile, o per lo meno non sono riuscita a trovarlo allora, dal  vasto  repertorio  di  Giorgio Gaber, ho  scelto  questa Secondo  me una donna: non è una vera e propria canzone ma un monologo ironico  ed intelligente come solo lui  sapeva fare.

 

No wash? No sex!

 

Ci risiamo: i no wash ritornano  all’attacco, anzi prevedono un 2018 all’insegna dell’ostruzionismo  verso  docce o  vasche da bagno, bidet  compreso.

I testimonial di  questa corrente di pensiero (che sa tanto  di olezzo) non mancano: da Matthew McConaughey, passando  a Colin Farrell e Brad Pitt (che sia questa la causa per il divorzio  dalla bella Angelina Jolie?).

Dice Marino  Niola nel  suo  articolo  dedicato  ai no wash (pubblicato  sul supplemento  de La repubblica di oggi): <<L’eccesso  di pulizia tipico  delle società evolute nascerebbe da un’ansia di purezza che nasconde una difficoltà di rapporto  con gli altri>>.

A ciò rispondo  che se non facessi  la doccia, come del resto  faccio ogni  mattina, piuttosto che ansia di purezza  avrei quella di puzzare, motivo per cui sarebbe giustificata una difficoltà di  rapporto  con gli altri.

I no wash giustificano la loro  ritrosia alla pulizia con l’impegno  verso l’ambiente: meno ti  lavi, meno  consumi  acqua (peccato  che a perdere, almeno  in Italia, siano i nostri acquedotti colabrodo).

Ed infine il sesso (non poteva mancare nel no wash pensiero ): il recupero olfattivo  all’odore animalesco dell’uomo (inteso  come caprone in tutti i sensi)  favorirebbe la sessualità.

Allora preferisco  astenermi……da cosa ve lo  dirò un’altra volta.

Alla prossima! Ciao, ciao……….. 

 


 

 

Sono un po’ nei guai

e lo sono davvero profondamente

Dall’inizio alla fine

Lui non è niente più che un amico per me

 

Il pensiero mi rende confusa

Penso che farei meglio a sedermi

Perché come la più dolce delle serenate

Scommetto che lui sa che ce l’ha fatta con me

 

Piroettando su una giostra

Questa velocità è troppo forte per fermarla

Un secondo sto pensando di sentire la lussuria

e dopo la sento moltissimo

 

Ooh, quell’uomo è come una fiamma

E ooh, quell’uomo mi tratta come un gioco

Il mio unico peccato è che non posso vincere

Ooh voglio amare quell’uomo

Ooh quell’uomo è sulla mia lista

E ooh, quello è l’uomo che voglio baciare

Il mio unico peccato è che non posso vincere

Ooh voglio amare quell’uomo

 

Ora è come se fossi in missione

In testa ovunque

E se ci metterò tanto

e sembrerà sbagliato, a chi importa?

 

Il mio tesoro corrisponde alla descrizione
E lo fa perfettamente
Un po’ di Gable, un po’ di Astaire
Quando balla riesco a malapena a respirare

 

Qualcuno chiami un dottore
Ho bisogno di qualcuno che arrivi in mio soccorso
Ho pensato di sentirmi persa
E che lui mi debba cercare

 

Ooh, troverò quell’uomo
Ci puoi scommetterci, troverò quell’uomo
Ooh, troverò quell’uomo
Lo troverò, troverò quell’uomo

 

Zanshin Tech: il prossimo Bruce Lee è a tutto bit

 

Ho iniziato  un lungo  percorso  di  coscienza che mi porterà dal mio desktop fino alla presa elettrica dove, come ultimo  atto  catartico, staccherò finalmente la spina…..

Ovviamente la spina rimarrà dov’è ed io  continuerò ad usare la tecnologia per lavorare, per scrivere sul mio blog e rimanere in contatto con amici non facilmente raggiungibili.

Ma quanto leggo di un ragazzo che si  ferma a filmare un altro  giovane agonizzante dopo  un incidente e postare il tutto  su  Facebook per condividere il proprio  dolore, mi assale una nausea tale da chiedermi: <<Perché accade tutto  questo ? Possibile che vendiamo la nostra intelligenza per un pugno  di like?>>.

C’è  anche chi prova ad arginare il deprecabile fenomeno  del  cyberbullismo inventandosi la prima arte marziale digitale: lo Zanshin Tech.

Lo  scopo  sarebbe quello  di  fondere la filosofia delle arti  marziali orientali con le conoscenze tecnologiche in modo  di  affrontare qualsiasi  tipo di  aggressione digitale.

Come Judo, Karate, Kung Fu e lotta con i  cuscini, anche qui il grado  di  apprendimento viene certificato dal  colore di un bracciale (dal  bianco  al nero come grado  massimo) e dal  rispetto (quasi) filiale  verso il Sensei   (il maestro, è ovvio).

Come in un qualsiasi  Dojo (la palestra) vi  sono  delle regole da rispettare che sono le seguenti:

  • non si usa mai ciò che si impara a Zanshin Tech per attaccare
  • il rispetto si deve a tutti: maestri, compagni e persino al nostro aggressore
  • ciò che si dice nel dojo resta nel dojo: se qualcuno vuole raccontare una sua esperienza rispetteremo ciò che ci dice e non lo racconteremo in giro
  • non si fa lezione se non ci sono almeno due maestri e tre allievi presenti
  • si lascia il dojo come lo si è trovato  (dove, al posto  del  tatami, troveremo sedie, tavoli  e, possibilmente, computer).

Cosa ne pensate?

Io  un’idea l’avrei, ma la tengo  tutta per me.

Comunque, nel caso  che siate interessati  al Zanshin Tech, oltre che andare al link presente nell’articolo, se passate da Genova il prossimo mercoledì 29 novembre, alle ore 17.00 presso  l’Acquario di  Genova,  nell’ambito del  ciclo di  conferenze   dedicato alla Comunicazione nell’era digitale, si parlerà di Zanshin Tech con la presentazione di Claudio  Canavese del Csita (Centro  servizi informatici telematici di  Ateneo) maestro  e fondatore della disciplina.

Quasi quasi  la spina la stacco per davvero……..

Alla prossima! Ciao, ciao………………

 


 

Da ascoltare prima di una sessione di Zanshin Tech