Meditazione contro le rughe

In meditazione
©caterinAndemme

Om..mi faccio  bella 

Che una prolungata tensione emotiva provochi un’invecchiamento precoce lo  sappiamo  già: la scoperta dell’acqua calda sta nel  fatto  che abbassando i  fattori  di  stress, o nella migliore delle ipotesi eliminandoli totalmente,  si  dovrebbe ritornare….ad essere belle.

Come si  fa?

A parte le solite considerazioni  riguardo ad un corretto   stile di  vita (fare attività sportiva, dormire il giusto  e mangiare correttamente) è quanto meno  ovvio  che  tutto  ciò che passa per la nostra mente inevitabilmente si scaricherà sul nostro  corpo lasciando  segni  tangibili  specie sulla cute che, non essendo un semplice involucro  che ricopre il corpo, è ricco  di  neurotrasmettitori  e produttrice di  ormoni.

Ultimamente una ricerca condotta dal professore di patologia Neil Theise (New York University) ha portato  alla scoperta di una rete di  canali piene di liquido all’interno  del  tessuto  connettivo a cui  è stato  dato il nome di  Interstitium.

Si è sempre pensato  che il tessuto  connettivo (cioè lo strato che fa aderire la pelle ai muscoli  e alle mucose) fosse composto  esclusivamente da uno strato  compatto  di  collagene e proteine fibrose mentre,  con la scoperta dell’Interstitium, si pensa ad una sua azione attiva esplicata attraverso il liquido  nei canali (la cui  composizione  è sostanzialmente acqua) che, oltre a funzionare come un airbag per la protezione degli organi interni, abbia il ruolo  di  trasporto di  sostanze nutritive e, questo purtroppo, anche delle cellule tumorali.

Chiusa questa piccola parentesi  accademica, ritorno  alla domanda di prima: come fare affinché lo  stress non ci  regali più anni  di  quelli  che effettivamente abbiamo?

Ad aiutarci, siccome si parla di mente,  a contrastare ansia e, quindi, stress si pensa alla pratica della meditazione come rimedio.

Naturalmente, siccome alla fine tutto è business, allo  scopo le beauty  farm si  sono  adeguate con corsi di meditazione dove attrici  ed attori, cantanti  e artisti  vari, o comunque  chiunque abbia un conto in banca con un numero seguito da sei  zeri (o più), può trovare giovamento.

Personalmente, avendo un conto  Yo-yo, penso che al momento mi  riserverò di pratica l’auto – meditazione: Om…

Mindfulness

Jon Kabat – Zinn, biologo  e scrittore statunitense nonché pioniere della diffusione del (della?) Mindfulness , ne da questa definizione:

Mindfulness significa prestare attenzione in particolare: con intenzione, al momento presente, in modo  non giudicante.

Descrivendola, quindi, come un modo  per coltivare una piena presenza all’esperienza del momento, al  qui  e ora.

Semplice, non vi pare?

A riguardo il nostro Jon Kabat – Zinn ha scritto una guida molto interessante  della quale, a fine articolo, troverete l’anteprima.

Vi  auguro un buon fine settimana.

Alla prossima! Ciao, ciao…………. 

LIBRIINVETRINA

Lo stress sembra ormai la condizione abituale di vita: toglie le energie, mina la salute, e rende più vulnerabili agli attacchi di panico, alla depressione, alle malattie. Questo è un libro sulla meditazione terapeutica per combattere lo stress e per raggiungere un più alto livello di benessere e di salute. Le tecniche su cui si basa affondano le radici nella tradizione buddista ma sono applicabili in qualsiasi contesto e orizzonte spirituale; non consistono in una serie di aride prescrizioni, ma insegnano a servirsi dei punti di forza che ciascun individuo possiede per contrastare tutti quei disturbi provocati o connessi con una condizione di stress. Il percorso della meditazione seguito e insegnato da Kabat-Zinn approda a una profonda autoconsapevolezza che apre la mente a un modo nuovo e più sereno di pensare alla salute e alla malattia, al lavoro e alla vita di relazione. E la descrizione di numerosi casi raccolti in decenni di lavoro come medico esemplificano le tecniche di meditazione e di rilassamento proposte, agevolandone la comprensione ai lettori.
Pubblicato per la prima volta nel 1990, «Vivere momento per momento» è un grande classico della mindfulness, che l’autore ha deciso di riproporre completamente aggiornato e ampliato sulla base degli studi più recenti sulla scienza della mindfulness.

Anteprima

 

Due parole su integratori e sistema immunitario (proprio due parole)

Studio di figura di donna BN
©caterinAndemme

 

Integratori  si, oppure no?

La risposta non può che essere che una sola:  gli integratori  quali  vitamine e antiossidanti sono utili nel momento  in cui  il nostro organismo, per un motivo  o per l’altro, non riesce ad averne il giusto  apporto.

In questo  caso, però, è il nostro  medico  curante a stabilire, dopo  le dovute analisi, ciò di  cui  abbiamo  bisogno e per quanto  tempo seguirne la relativa  cura.

Detto questo nessuno, tanto meno la sottoscritta, vuole demonizzare il fai  da te cioè l’acquisto di integratori  e multivitaminici che, secondo pubblicità e marketing, dovrebbero  donarci  se non l’elisir di lunga vita al  meno quello  della salute tout court.

Purtroppo studi  recenti  indicano che il consumo  di  questi prodotti  da banco  se non nocivi sono perfettamente inutili.

Questo, ad esempio, è ciò che riporta una ricerca dell’università di  Toronto  pubblicata sul  Journal of American College of Cardiology.

Comunque, siccome voglio  partecipare al  benessere delle aziende farmaceutiche produttrici  di  integratori & C., confesso di utilizzare i  sali  di magnesio  e potassio dopo  ogni  allenamento: per lo meno, una volta sciolte nell’acqua, queste soluzioni  saline dissetano.

Se abbiamo  cura del sistema immunitario….. 

….esso  avrà cura di noi!

Lapalissiano, vero?

Però, ogni  tanto, ci  dimentichiamo  che noi  stessi possiamo  aiutare il nostro  sistema immunitario ad aiutarci: come?

Con dei piccoli  consigli che, vestendo i panni  della zia  (per quelli della nonna è ancora (molto) presto), voglio darvi:

⇒  Dormire il giusto

Basta fare le tiratardi tanto più che adesso  è di moda andare a letto presto senza per questo  far concorrenza alle galline: insomma, otto ore di  sonno  sono l’ideale (per meno io  divento un’autentica zombie)

Mangiare tanto  aglio 

A dir la verità mi è venuto qualche dubbio  se inserire o  meno  questo  consiglio ma, riferendomi  ad una recente ricerca dell’University of Maryland Medical  Center (esiste, lo giuro!), sembra che l’aglio  abbia la capacità di prevenire le malattie cardiache.

In ogni  caso  potrà esserci  utile, una volta ingerito, per allontanare da noi le zanzare, amiche ed amici, partner di ogni  genere ed anche Dracula.

Miele, curcuma, zenzero e limone sono indispensabili

I primi tre sono potentissimi  antiossidanti mentre il limone, oltre che servire come guarnizione per il nostro  bicchiere quotidiano   di  tequila, è una fonte di  vitamina C (perché comprare delle compresse di  vitamine quando  è la stessa natura a fornircene?).

Te (o tè?) 

Specie nelle varietà di  te verde troviamo  antiossidanti  e elementi  anticancro

Nel  caso  vi  vogliate dedicare al Cha no yu (Cerimonia del  te) sappiate che occorrono  dai  due ai  tre anni per impararne la filosofia ed altrettanti per metterla in pratica: con il te in bustina si  fa molto prima….

Yogurt a colazione 

Lo yogurt bianco, non quello  con sapori  che imitano  la frutta, è ricco  di probiotici utilissimi per rafforzare il nostro  sistema immunitario.

Ed infine il consiglio  che reputo  più utile è il seguente:

Prendere la vita con un sorriso perché sorridere allontana lo stress e avvicina chi  più ti  vuole bene.

Domani  è per l’inizio di  un weekend lungo, quindi  a risentirci a lunedì.

Buon fine settimana a tutte(i) voi.

Alla prossima! Ciao, ciao…………. 


PLAYLIST

Non ve l’ho  mai  detto, ma nel mio tempo libero  mi dedico  al  ballo in certi locali…………..

 

L’aria fritta del bretarianismo

 

Il tuo respiro è lieve come il battito delle ali di una farfalla
CaterinaAndemme ©

Nutrirsi  d’aria (fritta)

L’australiana signora  Ellene Greve, più conosciuta dai  creduloni con il nome di Jasmuheen, parlando del bretarianismo (in inglese breatharianism) rilasciò ad un giornale di  Bangkok questa definizione:

Il breatharianismo è sorto all’alba dei secoli. La Mente Universale indica che ci fu un tempo in cui tutti gli esseri erano sostenuti da forze praniche. Breatharianismo è la capacità di assorbire tutti gli elementi nutritivi – vitamine e cibi dei quali si ha bisogno per avere un veicolo fisico sano – dalla forza vitale universale o energia chi. Colui che lo pratica non ha bisogno di cibo. Se si vuole divenire breathariani occorre esercitare il dominio sulla propria mente, attuare cioè una consapevole riprogrammazione della memoria cellulare, eliminando ogni convinzione limitativa e meschina

Naturalmente, oltre alla fama che lei  è riuscita a crearsi  fra gli  adepti  di  questa follia, ha scritto  diversi  libri  sull’argomento che, non solo hanno  alimentato la credulità di  alcuni, ma anche il suo portafoglio.

Da parte mia dico  solo  che seguire queste filosofie con il tempo diventa il modo più semplice per osservare le margherite dalla parte delle radici.

Nutrirsi troppo 

Quasi  la metà della popolazione italiana, secondo  i  dati  Istat,  ha qualche chilo di  troppo oltre il peso  forma (più i  maschi  che le donne), ma a preoccupare  sono i  giovani in cui i problemi di peso sono  dovuti  dovuto  sia ad una alimentazione errata che ad uno stato  perenne di  pigrizia.

Come posso  concludere se non regalandovi alcune ricette che, anche se  più pesanti dell’aria, sono senz’altro  salutari.

Alla prossima! Ciao, ciao………………..


DOLCEeSALATO

 

Il potere di Hedione

Hedione
CaterinAndemme ©

Tempo  fa, leggendo l’articolo  di  Paola Scaccabarozzi  Messaggeri  d’umore (D – Donna novembre 2015) in cui  si parlava del potere degli ormoni sulla nostra vita, mi sono imbattuta per la prima volta sul dihidrojasmonato di  metile quella molecola che, presente in molti profumi, scatena da parte del nostro ipotalamo il rilascio  di ormoni  sessuali.

Comprendendo  che la sessualità va ben  oltre ad una sniffata di dihidrojasmonato  di  metile, vado  subito  al dunque dicendo  che esso  si  trova come essenza floreale del gelsomino: Christian Dior, nel 1966, la utilizzò come base per il suo  profumo Eau Savage.

Per evitare un lungo ed impronunciabile scioglilingua, alla nomenclatura chimica dell’elemento  si  è preferito  darne uno  molto più semplice e significativo: Hedione  (in effetti è un mix tra gelsomino  e magnolia) nome derivato  dal  greco  antico per indicare la parola piacere (se qualche grecista non è d’accordo  con questa traduzione sappia che non mi  offenderò se vorrà correggermi).

A conferma dell’effetto dell’Hedione sul desiderio  femminile è stato un gruppo  di  ricerca della Ruhr-Universität Bochum (Germania): nell’esperimento ad un gruppo  di volontarie è stato  fatto  annusare sia l’Hedione che l’alcol feniletilico (anch’esso utilizzato  come fragranza floreale nei  profumi).

Dopodiché esaminando il cervello  di  queste donne (….ovviamente attraverso una TAC e lasciando il cervello  dove di  solito  si  trova), si è visto che, in coloro  che avevano  annusato  l’Hedione, l’area cerebrale del  sistema limbico, responsabile delle emozioni e della sessualità, si  era accesa molto più in confronto  dell’effetto  della sostanza di  comparazione.

La storia di  questo  esperimento (storia non confermata) riporta la testimonianza di  alcuni  testimoni  oculari  che hanno  visto gli  scienziati  barricarsi  nel  laboratorio  perché assaliti  dalle volontarie desiderose di  fare sesso  con loro (qualcuno  ha ceduto alla richiesta molto  volentieri).

Augurandovi un buon 1 maggio vi  aspetto il mercoledì successivo.

Alla prossima! Ciao, ciao………………….

INstagrammandomi 


Un po’ di vita mondana (e tanta fame…) #fotografia #ritratto #persone

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Acrilammide? No, grazie!

Caterina Andemme ©

 

Quante  di  voi  sanno cosa sia la reazione di  Maillard?

Io, ad esempio, non lo sapevo: se non che, leggendo un articolo sulle possibile cause di cancro provocato dall’acrilammide ho  colmato  questa lacuna, aprendone subito un’altra su  quest’ultimo composto.

Seguendo i link nell’articolo troverete tutte le spiegazioni  a riguardo, io posso  solo  sintetizzare dicendo  che la reazione di Maillard  è semplicemente un processo  chimico (quando  c’è la chimica di  mezzo  nulla è poi  cosi  semplice) che si  ha nella cottura ad alta temperatura in cibi  ricchi  di  amido: in pratica è quando  si  forma quel  bruciacchiato che tanto  ci piace e che tanto  dovremmo evitare.

Si, assolutamente da evitare a causa di  quell’acrilammide di  cui  sopra, e che si  forma dalla reazione di  zuccheri con determinati  amminoacidi (asparagina, ad esempio),  quando, appunto, dalla cottura   si  ottiene il bruciacchiato.

Già nel passato  la Food Standards Agency della Gran Bretagna aveva fatto uno  studio a partire dal 1994 sui  topi nutrendoli a base di acrilammide e trovando una  possibile correlazione  di  cancerogenità nell’uomo.

Oggi è la Ue a muoversi  con un suo  regolamento  che impone ai produttori  di  alimenti di  ridurre il contenuto  di  acrilammide nei propri  prodotti confezionati con processi  industriali ad alta temperatura e bassa umidità (condizione per il formarsi  dell’acrilammide).

L’Efsa (European Food Safety Autority), avvertendo i  consumatori sul rischio di  cancro provocato  dall’acrilammide, soprattutto  nei  bambini, ha preparato un documento non scientifico, quindi  una lettura adatta a tutti (compresa la sottoscritta a cui  la chimica piace quanto sottoporsi ad una seduta odontoiatrica)  e che troverete nel  box alla fine dell’articolo.

…..sento odore di  bruciato: questa sera si  va fuori a cena!

Alla prossima! Ciao, ciao………….


Curcuma per la memoria, per la cucina e da leggere

Le chat est curieux mais aussi timide
Caterina Andemme ©

Può capitare di  avere un leggero  deficit di  memoria magari  dovuto allo  stress, ma anche ad una qualunque distrazione come, ad esempio, entrare in un negozio  di  scarpe e, tra un modello  e l’altro  da provare, dimenticarsi che il nostro  lui (o lei) è dall’altro  capo  della città ad aspettarci per nulla contenti del  macroscopico  ritardo  sull’orario  dell’appuntamento

Curcuma longa

 

A dare un aiuto per coadiuvare e rafforzare la memoria, secondo  uno  studio condotto dall’Università della California   (UCLA), è una spezia, cioè la curcuma o per meglio  dire uno dei  suoi  principi  attivi: la curcumina.

Come tutte le ricerche medico  scientifiche, anche in questo  caso si parla di  risultati  ottenuti su di un ristretto numero di  soggetti osservati durante i test.

In ogni  caso la sperimentazione va avanti, considerando  anche che, oltre ad avere effetti  sulla memoria e più in generale sull’umore, si  è  visto  come la curcumina può avere un effetto riducente, a livello del  cervello, della concentrazione di  proteina Tau e delle placche amiloidi responsabili dell’Alzheimer.

Una delle difficoltà che i  ricercatori devono  affrontare per quanto  riguarda  l’uso  in futuro  della curcumina in ambito  clinico  (ma non solo) risiede nel  fatto  che è scarsamente assimilabile dall’organismo per cui bisognerà studiare uno shuttle per far arrivare il principi o attivo ai  tessuti.

Questo  sarà uno  dei  problemi per il quale la soluzione adeguata è affidata alle nanotecnologie.

Interessante, vero?

Passando da questioni per così dire scientifiche a quelle più pratiche,  tralasciando l’uso  della curcuma in cucina (chiamata anche zenzero  giallo zafferano delle Indie),  in rete potete trovare tantissime ricette che utilizzano  questa spezia come componente (avete provato  il riso  al  curry?),  il mio  consiglio non è per il palato, ma quello egualmente nutriente per la mente che è la lettura.

Quindi, parlando  di  spezie, lo  scrittore e giornalista John Keay ha scritto un interessante saggio  su  come le spezie sono  arrivate da lontano  (sia fisicamente che nel  tempo) sulle nostre tavole.

Affermare che le spezie siano responsabili dell’esplorazione del nostro pianeta può a prima vista apparire come uno di quei paradossi utili per conversare di storia nei salotti. Mai però paradosso corrisponde alla realtà come in questo caso. Nel corso dei secoli, infatti, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non nella ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per ridistribuire a volte una quantità minima di quei prodotti vegetali che appaiono oggi inessenziali e quasi irrilevanti. Che si trattasse di andare oltre i confini del mondo conosciuto verso est, come per Vasco de Gama, o verso ovest, come per Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, i grandi pionieri del Rinascimento navigarono sempre e comunque in cerca di spezie. La scoperta delle Americhe, della circumnavigazione dell’Africa e di quel collegamento mancante nella circonferenza del mondo che fu il Pacifico, furono, perciò, tutte conseguenze inaspettate dell’ossessiva ricerca di odori forti e fragranze. Come anche lo sviluppo dell’ingegneria navale, della scienza della navigazione e di quella balistica che, col tempo, diede alle potenze marinare dell’Europa occidentale la superiorità sulle altre nazioni e la possibilità della fondazione di un impero. Come una saga esotica e avventurosa, “La via delle spezie” trasporta il lettore nel cuore di questa straordinaria vicenda, nelle guerre che da esse scaturirono, nell’epica dell’esplorazione che essa inaugurò.

Essendo uscito  nel 2005 il libro  non è facilmente reperibile (non so  se vi  sono nuove edizioni), io l’ho trovato presso  la libreria Il Libraccio di  Genova: buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….

 


Caterina su Instagram

 

#artdesign #fotografia #italia #genova I trogoli di santa Brigida

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20…30….40….50…….ad ogni età il suo sport (magari con un po’ di ozio)

 

Era una domenica mattina quando  durante il mio  allenamento  di nordic walking abbiamo incrociato un gruppo  di  ciclisti in sosta.

Uno  di  loro, rivolgendosi  agli  amici ed incurante che fossi  a portata d’orecchio, disse: <<Mi  devono  dire a che **** servono  quei  bastoni>>.

Mi sarei  voluta fermare per dirgli  che quei bastoni, al pari  delle ruote della sua bicicletta, servono per fare attività fisica, necessaria anche per ossigenare il cervello e magari tenere a freno  la lingua.

Avrei  voluto  dire tutto  questo, solo  che il mio lui si  stava rapidamente  trasformando  in un pittbull, pronto  ad azzannare i polpacci del malcapitato  chiacchierone e quindi non mi  è restato che mettere su il passo norvegese per allontanarmi ( il termine nel  nordic walking non esiste: l’ ho inventato per indicare un aumento  del ritmo della camminata).

Dopo questo lungo preambolo, utile più che altro a riempire la pagina, arrivo  al punto:

Una ricerca di  qualche tempo  fa della JAMA Internal  Medicine assegnava ad ogni fase della vita di una donna una specifica attività fisica e cioè, incominciando  dalle ventenni:

A loro  viene consigliato  di fare al meno  trenta minuti di  esercizio  moderato come, ad esempio, una camminata veloce per prendere il treno  e sedersi  accanto  al  ragazzo che tanto gli piace e che non la filerà neanche un po’..(può sempre ucciderlo entrando in galleria, non prima di  aver sabotato l’impianto luci  del  treno.

Alle ventenni  è ancora consigliato  la pratica dello  yoga (perché solo  a loro?) per scacciare lo stress e la depressione causata dal  tizio di  cui  sopra (..proprio non ti vuole).

Passiamo  alle trentenni :

Ahi, ahi…..siamo  nell’età in cui  il metabolismo incomincia a rallentare: ciò può comportare un aumento  di peso e, conseguentemente, l’azione della gravità verso il basso  esercitato  sul nostro  lato  B.

Si  consiglia, oltre a quello  già detto per la fascia d’età precedente, di  aggiungere l’esercizio moderato  con i pesi.

In questa maniera, aumentando  la massa muscolare, potete spezzare in due quel mentecatto che ha fatto dell’ironia sulla vostra silhouette. 

Quarantenni :

Qualsiasi esercizio  fisico  è consigliabile: running, nordic walking, nuoto, spinning, canottaggio, boxe, taekwondo, lancio  del peso.

In questa maniera non vedrete l’ora di  arrivare sane  e salve ai  cinquant’anni.

Appunto, le cinquantenni :

Tennis, danza, escursionismo, con queste pratiche anche il cervello invecchia bene e vi  fa chiedere: perché non ci  ho  pensato prima di  ammazzarmi  di  fatica con gli  altri  sport?

Alla prossima! Ciao, ciao…..

 


 

In realtà io avrei  voluto  trattare quel  ciclista come l’uomo nel  video di Gabriella Cilmi….

 

 

Guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile il clima di una vita perfetta
guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile, i miei sorrisi valgono un centinaio di bugie

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me

 

le onde blu si infrangono
come passa il tempo, è così difficile fermarlo
ed è anche così regolare, non è tutto qui
perché non guida la mia parte di pista?

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me

 

Luteina e Zeaxantina: un piacere per la vista

 

Luteina e Zeaxantina non sono  due top model ma bensì due pigmenti necessari  alla salute dei nostri occhi.

Cosa fanno  di  bello per noi  questi  due pigmenti? Intanto sono due carotenoidi liposolubili che, non essendo autoprodotte dal nostro  organismo, devono  essere assunte con gli  alimenti: cavoli, spinaci, albicocche e  kiwi , altrimenti, sempre dietro prescrizione medica,  con gli integratori.

La loro prerogativa è quella di  accumularsi nella retina, soprattutto nella parte centrale e cioè nella macula: in questo modo la proteggono con la duplice funzione di creare una specie di  schermo  naturale che assorbe le radiazioni luminose pericolose (specie quelle nello  spettro  del  blu) e  quindi  proteggendo i fotorecettori  della macula, ed un’azione antiossidante che combatte i radicali liberi.

Per chi, come la sottoscritta che non può dire di  avere una vista  d’aquila (con le lenti  a contatto  ho  migliorato  parecchio: riesco  anche a leggere un cartello a due centimetri  dal  naso…..) la luteina e la zeaxantina sono un vero  toccasana per gli occhi.

Per oggi  basta così.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Acquista su  Amazon gli integratori a base di luteina e zeaxantina

 


 

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

Finalmente riesco a vederti chiaramente
vai avanti e vendimi,
e io metterò le tue sciocchezze  allo scoperto

Vedi come parto con ogni tuo pezzo
Non sottovalutare le cose che farò

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Tesoro non ho alcuna storia da raccontare
ma ne ho sentita una su di te
e farò bruciare la tua testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendomi una casa lì che
Ti ricorderà la casa che abbiamo condiviso

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Butta la tua anima in ogni porta aperta
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato

 

Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto…
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

Esercizi facciali per ringiovanire? Dai, proviamo anche questo……

 

 

Specchio, servo  delle mie brame, chi è la più bella del  reame?

 

Mentre io  mi  arrabatto per tenere alta la qualità del  blog, se mai  ci  riesco, c’è chi  invece si  diverte a fare scherzi con la scusa che le immagini sono da complemento indispensabile al  tema dell’articolo.

Il tema, in questo  caso, è la ginnastica facciale che aiuterebbe a ringiovanire e non la presa in giro  della sottoscritta.

Si, è vero, sono molto permalosa!

Comunque, mettendo  da parte la vendetta (che ci  sarà), ho letto che il professor Murad Alam della  Northwestern University Feinberg School of Medicine (ci  troviamo  negli  Stati  Uniti  e precisamente a Chicago) ha dichiarato  che un determinato insieme di esercizi facciali aiuta a ringiovanire il viso (solo  quello, visto  che si  tratta di  ginnastica facciale).

Lo studio  che ha condotto (qui trovate la versione in inglese) su ventisette donne, con un’età compresa tra i  40 ed i 65 anni, prevedeva una sessione di  esercizi di  trenta  minuti  da fare a casa per otto  settimane.

Dopo  questo periodo, utilizzando una scala di  valutazione standardizzata, cioè la Merz-Carruthers Facial Aging Photoscale,   di  cui  non ne ho la più pallida idea di  cosa sia, si  è visto che, in effetti, i tratti  del viso interessati dagli  esercizi mostravano una valutazione dell’età di  quasi  due anni  di meno  rispetto  a quella reale.

Cosa ne dite?

Ci proviamo?

Ma solo se avete l’età delle donne che si  sono  sottoposte all’esperimento: le più giovani  sono  esentate dal  farlo.

Qui e qui due siti, tra i  tanti  che ho  trovato,  che illustrano come eseguire gli esercizi.

Tutto  qui…..adesso  devo pensare alla vendetta: dove avrò messo  l’arsenico?

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 


Dedicata a te, a voi tutte,  ma anche a me stessa………………..

 

Pancino…pancetta (e vitamina D)

La danzatrice / 24Cinque ©

 

A meno  di non essere affette  da vampirismo, per cui  la nostra immagine non viene riflessa in uno specchio, ogni  qualvolta che  ci  specchiamo, magari nude,  il nostro  sguardo va giù, appena sotto l’ombelico, per misurare la prominenza della pancia.

Può anche capitare che, per amor proprio, bariamo quel  tanto affinché vi  sia calma piatta da quelle parti e cioè trattenendo il respiro  e spingendo in dentro  la pancia incollandola alla spina dorsale (in ogni  caso, in questa maniera, la postura è quella giusta per rassodare i muscoli  addominali).

Ma se siamo  gravate da quella dolce collinetta  che si è formata  sul nostro  addome, che non sia però una mongolfiera, segno che all’attività sportiva preferiamo il dolce far nulla, sappiate che non tutto il male viene per nuocere.

In pratica, quello  strato  di  adipe, è un’indispensabile dispensa di  vitamina D.

Per meglio  dire si  dovrebbe parlare di un gruppo  di  vitamine che, dalla D1 alla D5, sono essenziali  per la nostra salute: fissano il calcio  nelle ossa e nei  denti, è un regolatore delle funzioni  dei  nostri organi.

Solo  che, per nostra sfortuna, solo  il 20 per cento di  questa preziosa vitamina può derivare dagli  alimenti quali pesci (sardine, tonno, merluzzo, acciughe, pesce spada ecc.ecc.), tuorlo d’uova, parmigiano, provolone e ricotta. Il restante 80 per cento è frutto  dell’azione solare sulla nostra pelle: essere abbronzate non è solo  una componente del nostra sex appeal, ma anche una cartina tornasole del nostro  stato  di  salute.

Ricordando  che sono  i  raggi solari del  tipo  UVB ad essere i principali   benefattori per la nostra abbronzatura – ma un’esposizione prolungata e senza protezioni, specie per le pelli  chiare, trasforma la tintarella nell’effetto carne alla brace – anche d’inverno, in quelle giornate particolari e cioè quando il sole vince sul cielo  grigio, possiamo beneficiare dell’irraggiamento solare per fare il pieno  di  vitamina D.

Quindi , un soggiorno  in montagna, non può che far del  bene: chiedete allo  Yeti perché ha un pelo  così lucido.

Allora, cosa ne dite, avere  un po’  di  pancetta (pancino….pancetta) non è poi  così un dramma.

Adesso potete respirare.

Alla prossima! Ciao, ciao…………