Integrare agli integratori l’uso corretto

Studio su immagine di donna
Caterina Andemme ©

Ho mal di  gola, il naso è chiuso  per il raffreddore, ieri  ho  avuto  mal di  testa e per questo  ho  riposato  male: forse mi sto  lamentando  troppo?

Il fatto è che mi  sono concessa un paio  di  righe per descrivere la mia sofferenza e mettere la mani  avanti nel  caso  che l’articolo (che sto  tentando  di  scrivere) sia alla fine un po’  così così.

Di  cosa volevo  parlarvi  prima dello  sproloquio di  cui  sopra?

Del  fatto  che in Europa siamo  al primo posto per consumo  di vitamine e integratori: spendiamo ogni  anno un mare di  soldi per integratori e vitamine il più delle volte (quasi  sempre) perfettamente inutili e sostituibili  da una dieta bilanciata.

E’ ovvio  che in certi  situazione l’assunzione di  vitamine ed integratori è necessaria, penso all’acido  folico per le donne in gravidanza, oppure la vitamina D per  i neonati allattati  al  seno, ma è altrettanto ovvio  che dietro a queste prescrizioni  vi  sia sempre un consiglio  di un medico  anziché l’affidarsi  al  fai  da te.

La Fondazione GIMBE, il cui scopo è quello di  diffondere le conoscenze  e migliorare la salute – le più brave di  me userebbero  la parola inglese  mission, ma la sottoscritta ama la lingua italiana e la usa quando può  e come può –  ha rilasciato il dossier, dal  titolo  più che esplicativo: Alimenti, diete ed integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni  ed evidenze  che troverete nel  box a fine articolo.

Domani  inizia il fine settimana e come (quasi) sempre mi prendo una licenza dal  blog.

Quindi, augurandovi un buon fine settimana, non mi resta che dirvi:

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


Acrilammide? No, grazie!

Caterina Andemme ©

 

Quante  di  voi  sanno cosa sia la reazione di  Maillard?

Io, ad esempio, non lo sapevo: se non che, leggendo un articolo sulle possibile cause di cancro provocato dall’acrilammide ho  colmato  questa lacuna, aprendone subito un’altra su  quest’ultimo composto.

Seguendo i link nell’articolo troverete tutte le spiegazioni  a riguardo, io posso  solo  sintetizzare dicendo  che la reazione di Maillard  è semplicemente un processo  chimico (quando  c’è la chimica di  mezzo  nulla è poi  cosi  semplice) che si  ha nella cottura ad alta temperatura in cibi  ricchi  di  amido: in pratica è quando  si  forma quel  bruciacchiato che tanto  ci piace e che tanto  dovremmo evitare.

Si, assolutamente da evitare a causa di  quell’acrilammide di  cui  sopra, e che si  forma dalla reazione di  zuccheri con determinati  amminoacidi (asparagina, ad esempio),  quando, appunto, dalla cottura   si  ottiene il bruciacchiato.

Già nel passato  la Food Standards Agency della Gran Bretagna aveva fatto uno  studio a partire dal 1994 sui  topi nutrendoli a base di acrilammide e trovando una  possibile correlazione  di  cancerogenità nell’uomo.

Oggi è la Ue a muoversi  con un suo  regolamento  che impone ai produttori  di  alimenti di  ridurre il contenuto  di  acrilammide nei propri  prodotti confezionati con processi  industriali ad alta temperatura e bassa umidità (condizione per il formarsi  dell’acrilammide).

L’Efsa (European Food Safety Autority), avvertendo i  consumatori sul rischio di  cancro provocato  dall’acrilammide, soprattutto  nei  bambini, ha preparato un documento non scientifico, quindi  una lettura adatta a tutti (compresa la sottoscritta a cui  la chimica piace quanto sottoporsi ad una seduta odontoiatrica)  e che troverete nel  box alla fine dell’articolo.

…..sento odore di  bruciato: questa sera si  va fuori a cena!

Alla prossima! Ciao, ciao………….


Curcuma per la memoria, per la cucina e da leggere

Le chat est curieux mais aussi timide
Caterina Andemme ©

Può capitare di  avere un leggero  deficit di  memoria magari  dovuto allo  stress, ma anche ad una qualunque distrazione come, ad esempio, entrare in un negozio  di  scarpe e, tra un modello  e l’altro  da provare, dimenticarsi che il nostro  lui (o lei) è dall’altro  capo  della città ad aspettarci per nulla contenti del  macroscopico  ritardo  sull’orario  dell’appuntamento

Curcuma longa

 

A dare un aiuto per coadiuvare e rafforzare la memoria, secondo  uno  studio condotto dall’Università della California   (UCLA), è una spezia, cioè la curcuma o per meglio  dire uno dei  suoi  principi  attivi: la curcumina.

Come tutte le ricerche medico  scientifiche, anche in questo  caso si parla di  risultati  ottenuti su di un ristretto numero di  soggetti osservati durante i test.

In ogni  caso la sperimentazione va avanti, considerando  anche che, oltre ad avere effetti  sulla memoria e più in generale sull’umore, si  è  visto  come la curcumina può avere un effetto riducente, a livello del  cervello, della concentrazione di  proteina Tau e delle placche amiloidi responsabili dell’Alzheimer.

Una delle difficoltà che i  ricercatori devono  affrontare per quanto  riguarda  l’uso  in futuro  della curcumina in ambito  clinico  (ma non solo) risiede nel  fatto  che è scarsamente assimilabile dall’organismo per cui bisognerà studiare uno shuttle per far arrivare il principi o attivo ai  tessuti.

Questo  sarà uno  dei  problemi per il quale la soluzione adeguata è affidata alle nanotecnologie.

Interessante, vero?

Passando da questioni per così dire scientifiche a quelle più pratiche,  tralasciando l’uso  della curcuma in cucina (chiamata anche zenzero  giallo zafferano delle Indie),  in rete potete trovare tantissime ricette che utilizzano  questa spezia come componente (avete provato  il riso  al  curry?),  il mio  consiglio non è per il palato, ma quello egualmente nutriente per la mente che è la lettura.

Quindi, parlando  di  spezie, lo  scrittore e giornalista John Keay ha scritto un interessante saggio  su  come le spezie sono  arrivate da lontano  (sia fisicamente che nel  tempo) sulle nostre tavole.

Affermare che le spezie siano responsabili dell’esplorazione del nostro pianeta può a prima vista apparire come uno di quei paradossi utili per conversare di storia nei salotti. Mai però paradosso corrisponde alla realtà come in questo caso. Nel corso dei secoli, infatti, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non nella ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per ridistribuire a volte una quantità minima di quei prodotti vegetali che appaiono oggi inessenziali e quasi irrilevanti. Che si trattasse di andare oltre i confini del mondo conosciuto verso est, come per Vasco de Gama, o verso ovest, come per Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, i grandi pionieri del Rinascimento navigarono sempre e comunque in cerca di spezie. La scoperta delle Americhe, della circumnavigazione dell’Africa e di quel collegamento mancante nella circonferenza del mondo che fu il Pacifico, furono, perciò, tutte conseguenze inaspettate dell’ossessiva ricerca di odori forti e fragranze. Come anche lo sviluppo dell’ingegneria navale, della scienza della navigazione e di quella balistica che, col tempo, diede alle potenze marinare dell’Europa occidentale la superiorità sulle altre nazioni e la possibilità della fondazione di un impero. Come una saga esotica e avventurosa, “La via delle spezie” trasporta il lettore nel cuore di questa straordinaria vicenda, nelle guerre che da esse scaturirono, nell’epica dell’esplorazione che essa inaugurò.

Essendo uscito  nel 2005 il libro  non è facilmente reperibile (non so  se vi  sono nuove edizioni), io l’ho trovato presso  la libreria Il Libraccio di  Genova: buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….

 


Caterina su Instagram

 

#artdesign #fotografia #italia #genova I trogoli di santa Brigida

Un post condiviso da caterina andemme (@caterina_andemme) in data:

Piccoli consigli per rendere il nostro Sistema immunitario efficiente

 

Morte imminente, tragedia cosmica, ineluttabilità del proprio  destino: bastano  due lineette di  febbre per trasformare alcuni  uomini in cataplasmi  viventi.  

Non dobbiamo, però, prendercela tanto con loro  perché, come ipotizza  una ricerca della Karolinska Institute di  Stoccolma, se noi donne riusciamo  a sopportare di più il dolore è grazie a quella classe di  ormoni tipicamente femminili,  cioè gli  estrogeni.

Fortuna a parte (nascere donne, s’intende),  ad aiutare  sia uomini che donne  ad affrontare anche un semplice male di  stagione, come può essere ad esempio quello provocato  dal  virus dell’influenza (virus, non batteri, quindi gli  antibiotici in questo  caso sono  inutili) è il Sistema immunitario.

Affinché esso  funzioni  al  meglio dobbiamo  essere noi  stessi averne cura.

Lasciando  perdere molti  consigli  a dir poco  bislacchi  che troviamo in rete, altri, di  facile attuazione, possono  aiutarci in questo  compito:

  • Dormire il giusto  

Ovviamente il parametro del giusto è individuale: io, ad esempio,  se non dormo le fatidiche otto  ore divento una zombie intrattabile (o  quasi, non esageriamo…).

  • Mangiare tanto  aglio 

Sono  d’accordo  con voi: questo consiglio potrebbe rientrare in quelli bislacchi di  cui ho  accennato in precedenza. Solo  che a dirlo  è uno  studio dell’University of Maryland Medical  Center che ha evidenziato  come l’aglio aiuta a prevenire le malattie cardiache.

Oltre che, aggiungo io, allontanare da noi  zanzare,  amiche ed amici, partner di ogni  genere ed anche Dracula.

  • Miele, curcuma,  zenzero, limone  sono indispensabili 

I primi  tre sono potentissimi antiossidanti e sono  coadiuvanti alla lotta contro le infezioni  croniche.  Il limone, oltre ad essere la guarnizione per un bicchiere di  tequila, è una fonte di  vitamina C che non fa mai  male (perché  comprare in farmacia delle compresse di  vitamine quando  la natura ci  pensa già a fornircene?).

  • Te

Specie nelle  varietà di  te verde troviamo   antiossidanti ed elementi anticancro.

Volendo  dedicarci  al Cha no yu (Cerimonia del  tè) e, quindi, ad  un’antica forma zen, sappiate che occorrono  all’incirca due o  tre anni  per impararne la filosofia, un tempo indefinito  per metterla in pratica: meglio il nostro  te in bustine molto  più pratico e  per nulla filosofico.

  • Yogurt per colazione 

Lo  yogurt, quello  bianco  e non quello con sapori  che imitano  quello  della frutta, è ricco di probiotici utilissimi  per rafforzare il  sistema immunitario.

Ed infine, il consiglio  più utile penso  che sia questo:

  • Prendere la vita con  un sorriso 

Sorridere allontana lo  stress e avvicina chi  ti vuole bene

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 


Due parole tra noi

 

 

Il mio  blog è parte indipendente  di un’idea,  nata tempo  addietro, per dare modo  che le parole   ed immagini  di  due persone avessero un luogo nella rete dove poter essere condivise.

Alda Merini disse una volta:

Mi  piace

chi  sceglie con cura 

le parole da non dire

Noi speriamo di  aver scelto le parole giuste per continuare nel nostro progetto.

20…30….40….50…….ad ogni età il suo sport (magari con un po’ di ozio)

 

Era una domenica mattina quando  durante il mio  allenamento  di nordic walking abbiamo incrociato un gruppo  di  ciclisti in sosta.

Uno  di  loro, rivolgendosi  agli  amici ed incurante che fossi  a portata d’orecchio, disse: <<Mi  devono  dire a che **** servono  quei  bastoni>>.

Mi sarei  voluta fermare per dirgli  che quei bastoni, al pari  delle ruote della sua bicicletta, servono per fare attività fisica, necessaria anche per ossigenare il cervello e magari tenere a freno  la lingua.

Avrei  voluto  dire tutto  questo, solo  che il mio lui si  stava rapidamente  trasformando  in un pittbull, pronto  ad azzannare i polpacci del malcapitato  chiacchierone e quindi non mi  è restato che mettere su il passo norvegese per allontanarmi ( il termine nel  nordic walking non esiste: l’ ho inventato per indicare un aumento  del ritmo della camminata).

Dopo questo lungo preambolo, utile più che altro a riempire la pagina, arrivo  al punto:

Una ricerca di  qualche tempo  fa della JAMA Internal  Medicine assegnava ad ogni fase della vita di una donna una specifica attività fisica e cioè, incominciando  dalle ventenni:

A loro  viene consigliato  di fare al meno  trenta minuti di  esercizio  moderato come, ad esempio, una camminata veloce per prendere il treno  e sedersi  accanto  al  ragazzo che tanto gli piace e che non la filerà neanche un po’..(può sempre ucciderlo entrando in galleria, non prima di  aver sabotato l’impianto luci  del  treno.

Alle ventenni  è ancora consigliato  la pratica dello  yoga (perché solo  a loro?) per scacciare lo stress e la depressione causata dal  tizio di  cui  sopra (..proprio non ti vuole).

Passiamo  alle trentenni :

Ahi, ahi…..siamo  nell’età in cui  il metabolismo incomincia a rallentare: ciò può comportare un aumento  di peso e, conseguentemente, l’azione della gravità verso il basso  esercitato  sul nostro  lato  B.

Si  consiglia, oltre a quello  già detto per la fascia d’età precedente, di  aggiungere l’esercizio moderato  con i pesi.

In questa maniera, aumentando  la massa muscolare, potete spezzare in due quel mentecatto che ha fatto dell’ironia sulla vostra silhouette. 

Quarantenni :

Qualsiasi esercizio  fisico  è consigliabile: running, nordic walking, nuoto, spinning, canottaggio, boxe, taekwondo, lancio  del peso.

In questa maniera non vedrete l’ora di  arrivare sane  e salve ai  cinquant’anni.

Appunto, le cinquantenni :

Tennis, danza, escursionismo, con queste pratiche anche il cervello invecchia bene e vi  fa chiedere: perché non ci  ho  pensato prima di  ammazzarmi  di  fatica con gli  altri  sport?

Alla prossima! Ciao, ciao…..

 


 

In realtà io avrei  voluto  trattare quel  ciclista come l’uomo nel  video di Gabriella Cilmi….

 

 

Guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile il clima di una vita perfetta
guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile, i miei sorrisi valgono un centinaio di bugie

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me

 

le onde blu si infrangono
come passa il tempo, è così difficile fermarlo
ed è anche così regolare, non è tutto qui
perché non guida la mia parte di pista?

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me

 

Luteina e Zeaxantina: un piacere per la vista

 

Luteina e Zeaxantina non sono  due top model ma bensì due pigmenti necessari  alla salute dei nostri occhi.

Cosa fanno  di  bello per noi  questi  due pigmenti? Intanto sono due carotenoidi liposolubili che, non essendo autoprodotte dal nostro  organismo, devono  essere assunte con gli  alimenti: cavoli, spinaci, albicocche e  kiwi , altrimenti, sempre dietro prescrizione medica,  con gli integratori.

La loro prerogativa è quella di  accumularsi nella retina, soprattutto nella parte centrale e cioè nella macula: in questo modo la proteggono con la duplice funzione di creare una specie di  schermo  naturale che assorbe le radiazioni luminose pericolose (specie quelle nello  spettro  del  blu) e  quindi  proteggendo i fotorecettori  della macula, ed un’azione antiossidante che combatte i radicali liberi.

Per chi, come la sottoscritta che non può dire di  avere una vista  d’aquila (con le lenti  a contatto  ho  migliorato  parecchio: riesco  anche a leggere un cartello a due centimetri  dal  naso…..) la luteina e la zeaxantina sono un vero  toccasana per gli occhi.

Per oggi  basta così.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Acquista su  Amazon gli integratori a base di luteina e zeaxantina

 


 

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

Finalmente riesco a vederti chiaramente
vai avanti e vendimi,
e io metterò le tue sciocchezze  allo scoperto

Vedi come parto con ogni tuo pezzo
Non sottovalutare le cose che farò

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Tesoro non ho alcuna storia da raccontare
ma ne ho sentita una su di te
e farò bruciare la tua testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendomi una casa lì che
Ti ricorderà la casa che abbiamo condiviso

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Butta la tua anima in ogni porta aperta
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato

 

Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto…
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

Esercizi facciali per ringiovanire? Dai, proviamo anche questo……

 

 

Specchio, servo  delle mie brame, chi è la più bella del  reame?

 

Mentre io  mi  arrabatto per tenere alta la qualità del  blog, se mai  ci  riesco, c’è chi  invece si  diverte a fare scherzi con la scusa che le immagini sono da complemento indispensabile al  tema dell’articolo.

Il tema, in questo  caso, è la ginnastica facciale che aiuterebbe a ringiovanire e non la presa in giro  della sottoscritta.

Si, è vero, sono molto permalosa!

Comunque, mettendo  da parte la vendetta (che ci  sarà), ho letto che il professor Murad Alam della  Northwestern University Feinberg School of Medicine (ci  troviamo  negli  Stati  Uniti  e precisamente a Chicago) ha dichiarato  che un determinato insieme di esercizi facciali aiuta a ringiovanire il viso (solo  quello, visto  che si  tratta di  ginnastica facciale).

Lo studio  che ha condotto (qui trovate la versione in inglese) su ventisette donne, con un’età compresa tra i  40 ed i 65 anni, prevedeva una sessione di  esercizi di  trenta  minuti  da fare a casa per otto  settimane.

Dopo  questo periodo, utilizzando una scala di  valutazione standardizzata, cioè la Merz-Carruthers Facial Aging Photoscale,   di  cui  non ne ho la più pallida idea di  cosa sia, si  è visto che, in effetti, i tratti  del viso interessati dagli  esercizi mostravano una valutazione dell’età di  quasi  due anni  di meno  rispetto  a quella reale.

Cosa ne dite?

Ci proviamo?

Ma solo se avete l’età delle donne che si  sono  sottoposte all’esperimento: le più giovani  sono  esentate dal  farlo.

Qui e qui due siti, tra i  tanti  che ho  trovato,  che illustrano come eseguire gli esercizi.

Tutto  qui…..adesso  devo pensare alla vendetta: dove avrò messo  l’arsenico?

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 


Dedicata a te, a voi tutte,  ma anche a me stessa………………..

 

Pancino…pancetta (e vitamina D)

La danzatrice / 24Cinque ©

 

A meno  di non essere affette  da vampirismo, per cui  la nostra immagine non viene riflessa in uno specchio, ogni  qualvolta che  ci  specchiamo, magari nude,  il nostro  sguardo va giù, appena sotto l’ombelico, per misurare la prominenza della pancia.

Può anche capitare che, per amor proprio, bariamo quel  tanto affinché vi  sia calma piatta da quelle parti e cioè trattenendo il respiro  e spingendo in dentro  la pancia incollandola alla spina dorsale (in ogni  caso, in questa maniera, la postura è quella giusta per rassodare i muscoli  addominali).

Ma se siamo  gravate da quella dolce collinetta  che si è formata  sul nostro  addome, che non sia però una mongolfiera, segno che all’attività sportiva preferiamo il dolce far nulla, sappiate che non tutto il male viene per nuocere.

In pratica, quello  strato  di  adipe, è un’indispensabile dispensa di  vitamina D.

Per meglio  dire si  dovrebbe parlare di un gruppo  di  vitamine che, dalla D1 alla D5, sono essenziali  per la nostra salute: fissano il calcio  nelle ossa e nei  denti, è un regolatore delle funzioni  dei  nostri organi.

Solo  che, per nostra sfortuna, solo  il 20 per cento di  questa preziosa vitamina può derivare dagli  alimenti quali pesci (sardine, tonno, merluzzo, acciughe, pesce spada ecc.ecc.), tuorlo d’uova, parmigiano, provolone e ricotta. Il restante 80 per cento è frutto  dell’azione solare sulla nostra pelle: essere abbronzate non è solo  una componente del nostra sex appeal, ma anche una cartina tornasole del nostro  stato  di  salute.

Ricordando  che sono  i  raggi solari del  tipo  UVB ad essere i principali   benefattori per la nostra abbronzatura – ma un’esposizione prolungata e senza protezioni, specie per le pelli  chiare, trasforma la tintarella nell’effetto carne alla brace – anche d’inverno, in quelle giornate particolari e cioè quando il sole vince sul cielo  grigio, possiamo beneficiare dell’irraggiamento solare per fare il pieno  di  vitamina D.

Quindi , un soggiorno  in montagna, non può che far del  bene: chiedete allo  Yeti perché ha un pelo  così lucido.

Allora, cosa ne dite, avere  un po’  di  pancetta (pancino….pancetta) non è poi  così un dramma.

Adesso potete respirare.

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

 

 

Ma i gatti soffrono d’insonnia come noi umani?

 

Per mia fortuna non soffro  d’insonnia, anzi ho un sonno molto  profondo tanto  che, quando  lavoravo in trasferta, dovevo  mettere due sveglie per destarmi in tempo.

Oggi, utilizzo sempre due sveglie: una, quella classica, l’altra è “lui” che, avendo la prerogativa di  svegliarsi  al battito  d’ala di una farfalla, mi avverte che la mia  sveglia sta inutilmente tentando  di portarmi  via dal mondo dei  sogni.

Qual è il vostro  rapporto con il sonno?

Siete ghiri, oppure….non mi viene in mente nessun animale come paragone, quindi  proseguiamo (tanto immagino  che, essendo  fatti  vostri, non me lo  direte mai se siete ghiri  o altro).

Per ovviare all’insonnia i medici  dicono  che ricorrere ai  sonniferi è una soluzione da prendere con le dovute cautele in quanto alla lunga è controproducente per la qualità del  sonno che, in questo  caso, è indotto  e non naturale.

Se il dormire viene ostacolato  da disagi   di  natura psicologici, il consiglio dei  medici  è quello  di  ricorrere ad uno  psicologo  per delle sedute di  psicoterapia cognitivo – comportamentale per cercare di  risolvere questo  tipo  di problematica (si può sempre fare un sonnellino  sul lettino  dello psicoterapeuta).

Comunque, se i pensieri  ci  assillano, non bisogna iniziare a rigirarsi  nel  letto: molto  meglio  alzarsi  per distrarsi, dove per distrazione dal pensiero  ricorrente s’intende, per esempio, la lettura di un libro  e non ricorrere alla televisione o internet (quindi niente YouPorn per i maschietti).

Naturalmente, tralasciando le (costose) terapie di uno  psicologo, i  consigli propedeutici e molto elementari, per un buon riposo sono  molteplici.

Ad esempio  si può pensare ad un bagno  caldo, perché il calo  della temperatura corporea che si  ha  dopo  essere usciti  dalla vasca piena di  acqua calda, fornisce quel torpore preludio  al  sonno.

In questo  caso, però, bisogna avere l’accortezza che la differenza tra la temperatura dell’acqua e l’esterno  non sia tale da procurarci  una broncopolmonite fulminante: in questo  caso  l’unica predisposizione sarebbe quella di  osservare le margherite dalla parte delle radici.

Anche lo  sport può aiutare, ma solo  quello in forma   dolce come gli  esercizi  yoga. La corsa o il sollevamento pesi (di notte?!) non farebbe che aumentare l’adrenalina e, quindi, addio sonno.

Dicono  che l’aroma di  lavanda in camera da letto concilia il riposo, mentre i  calzini  sporchi  del vostro  “lui” decisamente no!

La melatonina, sotto  forma di  compresse,  combatte  il jet lag, ma è  indubbio che andare dalla cucina alla camera da letto non comporta nessuna differenza di  fuso  orario.

Anche il tè, a differenza del caffè che contiene caffeina (ma va), può aiutarci, soprattutto se la preparazione di  esso  segue il rituale originale giapponese che dura quel  tanto da farci  addormentare.

Va bene, lo so che a questo punto vi  aspettate che vi parli  della soluzione principe per un sonno piacevole: …..dai  che lo sapete cos’è: è quella cosa che, di  solito, si  fa in due, con il vostro “lui“, oppure “lei”, o anche “luilei o leilui”: una partita a scarabeo, cosa pensavate?

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

 

Ulla Pirttijärvi: Lullaby….è per me una dolce ninna – nanna  

 

Stevia o zucchero? Per me un caffè amaro, grazie!

 

APERTA PARENTESI:

Di  diete se ne parla anche fin troppo:, in maniera intelligente il più delle volte, in maniera stupida il più delle volte quando si propongono metodi per dimagrire che, solo  volendo  essere gentili, possono  definirsi  fantasiosi.

Ma quando  si  istiga un’adolescente all’anoressia non c’è spazio per il ragionamento: qui  vi  è solo la consapevolezza di  voler far del male a qualcuno.

CHIUSA PARENTESI

 

Alzi  la mano  chi  conosce Mosè Giacomo Bertoni (non è valido  andare subito  al link), il botanico italiano (su  Wikipedia dicono sia svizzero) che per primo  classificò la pianta di Stevia rebaudiana alla fine degli  anni’20 del  secolo  scorso in Paraguay.

Tolta la curiosità di  chi  fosse Mosè Bertoni – confesso  di non averne mai saputo  nulla di lui, almeno  fino  ad oggi – è inutile dire la Stevia rebaudiana è  oggi ampiamente utilizzata come dolcificante al posto  dello  zucchero.

Già in passato  gli indigeni  Guarani utilizzavano  la kaa – he ( o erba dolce nome dato  alla pianta di  Stelvia nella loro lingua) per diversi  utilizzi quali trattamento per le ustioni, per le coliche e anche per contraccetivo (forse più come abortivo, penso).

Ma il nome di  erba dolce è dovuta al  fatto che ne masticavano  le foglie per la delizia del  loro palato.

 La Stevia, a parità di  concentrazione, è duecento volte più dolce dello  zucchero, ma non apporta calorie.

Di più: recenti  ricerche (da avvalorare con ulteriori  studi) sembrerebbero indicare la pianta come coadiuvante per la cura del  diabete di  tipo  2. Ancora, altra proprietà della Stevia  è quella di  abbassare la pressione sanguinea.

Tutti contenti allora nell’utilizzare la Stevia al posto  dello  zucchero?

Ebbene, gli  scienziati  che sembrano  divertirsi un mondo  a smontare le certezze della vita, dicono  che la mancanza di  calorie in un determinato  elemento, in questo  caso  la Stevia, non è sinonimo  di perdita di peso.

Una decina di  anni  fa una ricerca condotta sui  topi, a cui  venivano  somministrati  dei  dolcificanti a basso tenore calorico  (se non nullo), ha portato  a scoprire che essi, alla fine, mangiavano  di più, ipotizzando quindi  che la fame era, per l’appunto, stimolata dalla mancanza assunzione di  calorie.

Lapalissiano, non vi  pare?

Per contro (vi  ho  già detto  come gli scienziati si  divertono a non darci  delle certezze) altre ricerche hanno  evidenziato un basso livello  di glicemia in persone che hanno  consumato  cibo dolcificato  con la Stevia al  contrario  di coloro  che hanno utilizzato  lo zucchero.

La FDA (Food and Drug Administration) mette piuttosto in discussione l’utilizzo  di  derivati  della Stevia come additivi  negli  alimenti, pur permettendo  l’utilizzo di  estratti  della pianta come il Rebaudioside A, di  cui  lo steviolo ne è un metabolita riconosciuto  come mutageno, ma senza evidenti dati  statistici  in riferimento  all’incidenza di  tumori nelle popolazioni  che fanno  uso abbondante di  Stevia e suoi  derivati.

Stevia, oppure no, io il caffè lo bevo  amaro…..

Alla prossima! Ciao, ciao…………..