Alcol, dipendenza e società (bagnate o asciutte)

alcol

Purtroppo  è difficile dimenticare qualcuno  bevendo un orzata

Hugo  Pratt

Alcol : dove costa meno dimenticare?

Essendo praticamente astemia (bere un calice di  spumante per me equivale berne una bottiglia intera…o quasi) e odiando  l’orzata, cosa mi resta da fare volendo  dimenticare qualcuno(a)?

In ogni  caso  sappiate che se siete finlandesi (o  vi  siete recati  fino in Finlandia per dimenticare) una solenne sbronza vi  costerà più che nel  resto  d’Europa: meglio recarsi  allora in Romania, dove le bevande alcoliche costano  mediamente un 24 per cento in meno  rispetto al  resto  dell’Europa.

Per quanto  riguarda l’Italia, prendendo  100 come valore medio europeo riguardo  al costo  degli  alcolici, siamo  abbastanza nella media con un valore pari al 103,9 pressoché uguale alla media francese (spumante o  champagne?).

Eurostat, l’Ufficio statistico  dell’Unione europea, ha creato il seguente  modello  dove si possono  comparare i valori  dei prezzi  al  consumo di  prodotti e servizi vari riferito a ogni  singola nazione (c’è anche quello riguardante il costo  delle bevande alcoliche).

Alcol e volante pericolo  costante 

Il sottotitolo è chiaramente una presa di posizione  personale nei  confronti di quello  stereotipo (tutto  al  maschile) che indica la donna guidatrice fonte di problemi.

Eppure noi  donne sappiamo  guidare con giudizio  e non scambiamo  la strada come un’arena dove dare sfoggio  di  grinta e di imbecillità (un pensierino  dedicato ai possessori di un  SUV).

Alcol (a volte in connubio  con sostanze stupefacenti) è la maggior causa di incidenti automobilistici: i  dati  risalenti  a dicembre 2019 parlano di 23.800 sanzioni per guida in stato  di  ebbrezza (+ 2,2 per cento  rispetto  al 2018) e 2.156 per guida sotto  effetto  degli  stupefacenti.

Altri numerosi incidenti  mortali  sono  dovuti  per distrazione causata dall’uso del cellulare durante la guida

Nella tabella seguente fornita dal CNESPS (Centro  Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) potete trovare i valori  di  alcolemia calcolati  in base al sesso. al peso corporeo e se si è a  digiuno o meno.

poster fronte retro tabella livelli alcolemia e principali sintomi

Disagio e dipendenze

Ogni  anno in Italia si  hanno 35.000 morti per abuso  di  alcol.

L’abuso  di  alcol provoca danni  non solo  al bevitore, ma anche  alla sua famiglia e al contesto  sociale allargato (abusi, violenza, incapacità di  creare legami  stabili, incidenti  sul lavoro  e sulla strada).

Non del  tutto nuovo è il fenomeno  del binge drinking, cioè l’assunzione di  grandi  quantità di  alcol in tempo  breve

In Italia si  definisce binge drinking il consumo di oltre 6 bicchieri  di  bevande alcoliche (un bicchiere corrisponde a una Unità Alcolica uguale a 12 grammi di  etanolo contenuti in una lattina di  birra da 330 ml, un bicchiere di  vino 125 ml, un bicchierino  di  liquore 40 ml alle gradazioni  tipiche delle bevande

Non c’è nessuna distinzione tra uomo  e donna nell’abuso  di  alcol se una problematica maggiore per la donna che si  trovi in stato  di  gravidanza riassunto in questi  dieci punti  tratti  dal  documento alcol e donna: una relazione pericolosa a cura del CNESPS (download pdf):

alcol

Alla relazione tra donna e alcol è invece dedicato il documento Alcol, sei  sicura  che, pur essendo  stato  scritto  nel 2012, rimane nel  concetto  attuale

libretto donna e alcol 2012

Il libro in anteprima

La nostra società è del  tipo bagnata che si  contrappone a quella asciutta: in pratica l’Italia si  caratterizza per l’uso  quotidiano di  alcol in maniera rilassata, familiare e conviviale (quasi sempre c’è una bottiglia di  vino  ad accompagnare i pasti).

Nelle società asciutte l’utilizzo  di  bevande alcoliche al  di  fuori di  determinate convenzioni è vista come una condotta riprovevole, nonostante che nei Paesi  nord -europei (ma non solo) bere smodatamente nei  fine settimana sia visto  come dimostrazione di  forza e di  essere veri uomini 

Mark Forsyth, linguista e scrittore nel  suo libro  Breve storia dell’ubriachezza parla dell’ebbrezza nella storia e, per l’appunto, di  come viene vissuta odiernamente nelle società asciutte o in quelle bagnate.

alcol

 

Secondo una leggenda africana, le donne persero coda e pelliccia quando il dio della creazione insegnò loro a fare la birra.

Fu così che ebbe origine l’umanità.

Da allora, incontriamo l’alcol ovunque, dai primi insediamenti neolitici fino alle astronavi che sfidano l’ignoto spazio profondo, e insieme al bere troviamo la sua compagna più sfrenata, allegra e sovversiva: l’ubriachezza.

L’ubriachezza è universale e sempre diversa, esiste in ogni tempo e in ogni luogo. Può assumere la forma di una celebrazione o di un rituale, fornire il pretesto per una guerra, aiutare a prendere decisioni o siglare contratti; è istigatrice di violenza e incitamento alla pace, dovere dei re e sollievo dei contadini. Gli esseri umani bevono per sancire la fine di una giornata di lavoro, bevono per evasione, per onorare un antenato, per motivi religiosi o fini sessuali. Il mondo, nella solitudine della sobrietà, non è mai stato sufficiente.

Breve storia dell’ubriachezza osserva il nostro passato dal fondo di una bottiglia, da quello spazio vitale – il bar – che è abolizione temporanea delle regole dominanti, festa del divenire e convegno di gioie.

Grazie alla scrittura colta ed esilarante di Mark Forsyth, vivremo l’ebbrezza di un viaggio che dalle bettole degli antichi sumeri penetra nelle stanze di un simposio ateniese; assisteremo al sorso di vino che ha cambiato il mondo per sempre, quello bevuto da Cristo nell’ultima cena; entreremo nella taverna in cui è nata la letteratura inglese e ascolteremo il crepitio dei revolver nei peggiori saloon del Selvaggio West.

Infine, come in quell’antica leggenda africana, scopriremo che la nostra civiltà nasce grazie al sacro dono dell’alcol: perché bere è umano, ubriacarsi è divino

Contraddicendo  quest’ultima affermazione dell’autore, dico  che ubriacarsi non è divino  ma un po’  da scemi!!

ALTRI SCRITTI

Cosmetici, una guida per conoscerne i componenti

Il corpo umano da (ri)scoprire: il perineo

Il freddo dalla cold therapy  all’ipotermia

Alla prossima! Ciao, ciao…..♥♥

La Luna tra la Grande Madre e la scienza

 

Luna

  Fu allora che vissi l’effetto luna piena.

L’avevo chiamato  così.

Mi sentivo come una grande luna he continua a crescere piano  piano, notte dopo  notte, per arrivare allo  stadio  completo, luminosissimo, in cui niente manca, niente è  di  troppo…

Nella vita di  tutte noi c’è una luna piena.

Se soltanto sapessimo  riconoscerla per godercela almeno un po’, per sentirci  diafane e realizzate.

 Marcela Serrano

Luna sempre tu  cresci  e decresci…

Non ne abbia a male Carl  Orff se ho  utilizzato le parole del prologo  dei Carmina Burana, quelle  appunto contenute ne La Fortuna,  come sottotitolo  dell’articolo, ma è proprio  questo  crescere e decrescere del nostro satellite che, sin dal passato, rappresentava il ciclo che dalla morte portava alla rigenerazione, nonchè il potere degli inferi  e tutte le attività misteriose e notturne: quest’ultima dote ben  rappresentata da Ecate, la dea dalla triplice forma che regnava sui  demoni, i fantasmi e sull’arte della negromanzia, la quale presenza veniva preannunciata dal  latrare dei  cani di notte (c’è ne uno in particolare che lo  fa ogni  sera sotto il balcone di  casa mia….sarà un’avvertimento?).

Luna
Disegno di Stéphane Mallarmé – Le Dieux Antiques (Parigi, 1880)

Alla figura piuttosto   dark di  Ecate, si  contrappone quella più luminosa della Grande Madre:  divinità femminile antica quanto l’essere umano alle sue origini , dea del  ciclo  della vita e del volgere delle stagioni rappresentato proprio  dalle fasi lunari

Per  Carl Gustav Jung la Grande Madre (o  Dea Madre) è una delle potenze numinose dell’inconscio con la funzione di  essere allo  stesso  tempo una figura distruttrice e salvatrice.

Per me la Luna rappresenta quel  disco  luminoso dispensatrice di pensieri e armonia (nonchè l’avviso  che è ormai  ora di  andare a nanna, a meno che non voglia trasformarmi in una lupa mannara).

La Luna che è in cielo  

Fra le teorie che si  sono fatte per dare una risposta scientifica alla nascita della Luna,  quella che sembrerebbe per il mondo scientifico più plausibile è l’impatto  gigante.

La teoria fu  proposta nel 1975 dall’astronomo pittore William Hartmann il quale  ipotizzò l’impatto di  un corpo celeste  dalle dimensioni  di Marte (chiamato  Theia) con il nostro pianeta e, dal  materiale espulso da quella collisione rimasto poi nell’orbita circumterrestre, è nata la nostra Luna.

Nell’immagine seguente la rappresentazione grafica a opera dello  stesso Hartmann

 

 

Nel 2036 l’asteroide  99942 Apophis passerà molto (troppo) vicino  ala Terra tanto  da ipotizzare una possibilità d’impatto  su  centomila (azzeccare la sestina del  Superenalotto è tremendamente più difficile): nel malaugurio  che ciò accada , forse potremmo  consolarci  con la vista di  una seconda luna.

Intanto la nostra Luna, molto  alla chetichella,  si allontana da noi di  quattro  centimetri  all’anno per via di un complicato  meccanismo in cui  l’attrazione gravitazionale dei  due corpi  e l’accelerazione del  sistema di  rotazione Terra – Luna sta aumentando di  velocità.

Non avendo tempo  per poter prendere una laurea in astrofisica e, quindi, darvi una spiegazione esauriente del  fenomeno, vi  rimando alla pagina del  sito 3Bmeteo  dove viene anche spiegata la conseguenza sul clima di  questo lungo  addio.

Due passi  sulla Luna

Scherzavo: non è la passeggiata lunare di  Michael Jackson ad avere l’onore di  concludere questo  articolo, ma quella egualmente emozionante (direi anzi  di più) di  Neil Armstrong il 20 luglio 1969: il primo uomo  a imprimere le proprie orme sulla Luna, da cui  la famosa frase

Questo è un piccolo  passo  per un uomo; un gigantesco  balzo  per l’umanità

Di questa storica passeggiata lunare abbiamo già visto  e rivisto il video, ma oggi grazie alla tecnologia è possibile rivederlo in alta definizione.

 

Questo  risultato  è stato  ottenuto  dall’ esperto del  restauro di  video  e immagini Dutchsteammachine (si  fa chiamare proprio  così) che ha utilizzato la tecnologia che sta dietro  all’ intelligenza artificiale chiamata DAIN (Depth – Aware video frame Interpolation)

Dain è open source, quindi  scaricabile gratuitamente da questa pagina (seguire le indicazioni per l’installazione; per restaurare un video  di  5 minuti occorrono dalle 6 alle 20 ore:  auguri!).

Il libro

Luna e Grande Madre, simbologia del  femminile e astropsicologia: tutto nel libro Simbologia della Luna scritto  dall’astrologa Lidia Fassio.

Si può leggere per approfondimento o  per semplice curiosità, comunque l’anteprima vi  fornirà un assaggio  di  ciò che il libro  contiene.

Luna

 

La Luna affonda le proprie radici nell’antico simbolo della Grande Madre e ha a che fare con la parte più naturale e istintiva del femminile, che si esprime nella riproduzione e nell’attaccamento alla famiglia, al clan, alla vita ma, soprattutto, alla terra.

L’Astropsicologia offre la straordinaria possibilità di leggere negli aspetti legati alla Luna di nascita il modo in cui ciascuno di noi è in grado di vivere questo archetipo, di relazionarsi con il proprio mondo interiore e con gli altri.

Unendo la ricerca mitologica a quella astropsicologica, Lidia Fassio dà al lettore l’opportunità di conoscere la Luna nelle profondità e di scorgere, anche solo per un momento, un lato nascosto di se stesso. Il volume è arricchito dalle illustrazioni delle Carte della Luna disegnate da Paola Paramatti.

ALTRI SCRITTI

Di Carl  Orff e della sua opera dei  Carmina burana  ho  scritto:

Carmina burana: dal  Medioevo  alla partitura del  Novecento di Carl  Orff

Sullo  storico allunaggio  del 1969:

Infine, cinquant’anni fa, si partì per la Luna

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

Kāma Sūtra, ovvero come riempire questa pagina

Kāma Sūtra

 

Prajapati creò uomini  e donne e fissò, in centomila capitoli, come comandamenti, i precetti  secondo i quali  conseguire i tre scopi  della vita: Dharma, Artha e Kama.

Swayambhu Manu  redasse i comandamenti  del  Dharma; Brihaspati redasse i  comandamenti dell’Artha; Nandi, seguace di  Mahadeva, redasse quelli del  Kama in mille capitoli…..

Se parlo  di  Kāma Sūtra….

….è ovvio  che non parlo  di pornografia ma di  erotismo che poi, a ben vedere, per alcuni  (molti) la distinzione tra i due concetti è labile se non inesistente.

Ma se il sesso è da gustare come il cibo, non trovate che vi  sia la stessa differenza che corre tra il junk food e haute cuisine?

A parte questo il Kāma Sūtra in Occidente è stato  sempre considerato alla stregua di un manuale dell’amore e, in effetti, la parte  più conosciuta è quella riguardante le molteplici  posizioni  amorose, alcune delle quali molto  acrobatiche 

Kāma Sūtra
Se siete in grado di farlo…complimenti

Nel testo introduttivo  all’inizio  dell’articolo si parla di  Dharma, Artha e Kama: non volendo  dilungarmi in questioni filosofiche e dottrinali (mi piace la parola dottrinale) che rimangono al  di  là della mia preparazione culturale (falsa modestia) , delle tre quello  che interessa  è appunto  il Kama:

Il Kama è il godimento attraverso i  sensi: udito, tatto, vista, gusto e olfatto aiutati  dalla mente unita all’anima.

Il contatto tra l’organo  di senso e il suo oggetto, che provocano la consapevolezza del piacere derivato  dal  contatto è il Kama

Se esiste un modo pratico  di  raggiunger e il Kama, è per l’appunto, fare riferimento  ai Kāma Sūtra (o  Aforismi  dell’amore).

I Kāma Sūtra non riguardano  solo l’universo  maschile, ma anche la donna può trarne vantaggi:

Una donna dovrebbe applicarsi  all’approfondimento dei  Kāma Sūtra, facendosi aiutare dall’esperienza di  amiche intime.

Da sola, in privato, dovrebbe studiare le sessantaquattro  arti che sono nel  corpo  del Kāma Sūtra… ⌋ 

Le sessantaquattro  arti in questione comprendono: canto; musica; pittura; decorazione della fronte; musica con l’acqua; giochi  con l’acqua e BLABLABLA: una prostituta che risulta essere abile in questa sessantaquattro arti  (oltreché quelle riguardanti  specificatamente il mestiere che ha scelto per vivere) merita il titolo di ganika  e cioè di  cortigiana e un posto  d’onore nelle assemblee dei  cittadini.

Questo è quanto Mallnaga Vatsayayana nel III secolo  d.C. elaborò per ridurre  il Kāma Sūtra in sette parti:

Sadharana Questioni  generali

Sampajogika Gli amplessi  e simili

Kanya Samprayuktaka L’unione di uomini  e donne

Bharyadhika La propria moglie (il proprio marito)

Paradika la moglie  degli  altri (il marito  delle altre)

Vaisika Le cortigiane

Aupamishadika Le arti  della seduzione

Tra le altre note vi è quella che penso  sia fondamentale  per l’uomo  dei nostri  giorni, che deve:

⌈..ogni  giorno   fare il bagno e deve sempre eliminare il sudore dalle ascelle.. ⌋

E poi riguardo  l’abbraccio, si  distingue in:

Abbraccio  toccante: è quello per cui un uomo, con una scusa si  trova a fianco di una donna e tocca il suo  corpo col proprio

Quello  che accadeva prima del  distanziamento  sociale quando, su un mezzo pubblico affollato, qualche mano indiscreta si posava (o sfiorava) il nostro didietro  

Abbraccio penetrante: è quello per cui  un uomo palpa il seno di una donna se lei, chinandosi  a raccogliere qualcosa, lo  sfiora

Provaci e sarà l’ultima cosa che farai prima di  guardare le margherite dalla parte delle radici….   

Il libro 

E’ ovvio  che non era mia intenzione fare un trattato sul Kāma Sūtra ma solo un modo  leggero per riempire questa pagina (come da titolo).

Molto più seriamente della sottoscritta è la trattazione del Kāma Sūtra nel libro omonimo  di  cui troverete l’anteprima alla fine dell’articolo.

Kāma Sūtra

Il Kāma Sūtra è il più celebre trattato erotico del mondo. Nato in India e composto in sanscrito, è un vero e proprio manuale dedicato all’eros (Kama) in tutte le sue sfaccettature.

Partendo dal presupposto che nella vita sono tre gli obiettivi da raggiungere, il testo affianca il Kama (l’eros) al Dharma (religione e giustizia) e all’Artha (utile e affari).

Sulla base di questo impianto teorico, il Kāma Sūtra affronta una nutrita serie di temi: dalle dimensioni anatomiche degli amanti alle posture per il coito, dal come procurarsi una moglie a come sedurre quelle altrui, fino a concludersi con un improbabile ricettario magico per enfatizzare la virilità.

La sezione più nota del testo in Occidente, quella sulle acrobazie sessuali, copre in realtà meno di un settimo del Kāma Sūtra, un testo che quindi ha ambizioni molto più vaste e filosofiche.

ALTRI SCRITTI

Sulla fisiologia del  corpo umano  e sessualità ho scritto:

Il corpo umano  da (ri)scoprire: il perineo 

Mestruazioni: ne posso  scrivere? 

Sessualità questa sconosciuta (per la scuola in Italia)

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

Cosmetici, una guida per conoscerne i componenti

Cosmetici

Poi la porta si  spalancò.

Ed entrò quella donna.

Tutto  quello  che posso  dirvi e che ci sono miliardi  di  donne, sulla terra, Giusto?

Certune sono passabili.

La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni  tanto  la natura fa uno  scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile.

Cioè, guardi  e non ci puoi  credere.

Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento  vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto  si  fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici  occhi  sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza.

E sanno  vestirsi, e i loro  lunghi  capelli incendiano l’aria.

Troppo di  tutto, accidenti.

Charles Bukowski – Pulp ⌋  

Prima di parlare di  cosmetici….

E bravo Charles Bukowski.

Non so  se nella sua vita abbia mai incontrato  una donna uguale  alla (stupenda e intrigante) descrizione che ne ha fatto in Pulp  l’ ultimo  suo  romanzo  quasi, come presagendo l’avvicinarsi  della fine, abbia voluto mettere per iscritto l’ultimo  suo  saluto  alla bellezza femminile.

  Mi viene anche il sospetto  che Robert Rodriguez abbia letto Pulp per ispirarsi  alla  snake dance mirabilmente interpretata da Salma Hayek in Dal  tramonto all’alba

Sembra che la brava e bella Salma prima di  girare queste scene abbia dovuto fare qualche seduta da uno psicoterapeuta per il terrore che aveva dei  serpenti (come la capisco..)

La guida ai componenti dei  cosmetici

Erodoto in Storie (Libro II, 37) dice come questo popolo  amassero  essere più puliti  che belli e questo, ovviamente, valeva anche per le donne.

Oli e pomate erano indispensabili per combattere il sole e la sabbia portata dal vento, anche allora esistevano prodotti  di  alta cosmesi  e quelli più a buon mercato  come il Chichi che lo  stesso  Erodoto  diceva di  avere un odore nauseabondo.

Per abbellire gli occhi si usava il kohl nella tonalità del  verde e nero mentre per imbellettarsi si usava l’ocra rossa.

A ben vedere era dunque una cosmesi  molto  elementare per nulla paragonabile a quella di oggi, tanto più che anche l’uomo ha imparato a prendersi  cura del proprio  corpo e dove una volta nella parte della mensola del  bagno regnava solo  il rasoio e il dopobarba (ma si, anche il deodorante)  oggi troviamo  creme e cremine a lui  dedicate, tante  quasi  da far invidia a noi  donne.

Nessuna di noi, però, si  sognerebbe di indagare sulle componenti  dei  cosmetici (almeno io  non mi sogno  di  farlo) ma esiste una  nomenclatura contenuta nell’INCI  (International  Nomenclature of Cosmetic Ingredients)

Due parole sull'INCI
Nell’INCI gli ingredienti di un prodotto di cosmesi sono elencati in ordine decrescente, tenendo conto della loro concentrazione. Secondo quanto imposto dalla normativa sulla cosmesi, l’etichetta di ogni prodotto deve riportare l’elenco degli ingredienti contenuti nel cosmetico preceduto dalla parola ingredients: questa regola vale per le sostanze che raggiungono concentrazioni pari o uguale all’1 per cento, mentre quelle le cui percentuali sono inferiori possono essere indicate in ordine sparso

Nel  box seguente l’elenco INCI  tratto dalla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea (per scaricare il documento in Pdf vai  a questa pagina)

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I libri 

Sono due i libri  che vi propongo in anteprima   quest’oggi: il primo è la Guida pratica alla lettura dell’INCI  della farmacologa Giulia Penazzi mentre il secondo, certo non meno importante, è stato  scritto  da Beatrice Mautino, divulgatrice laureata in Scienze biotecnologiche, nel  suo libro Il trucco  c’è e si  vede smonta molte di  quelle che sono  solo bufale per vendere u prodotto  di  cosmesi.

Cosmetici

Il contenuto del prodotti dermocosmetici è espresso dall’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

I consumatori sono sempre più attenti alle reali proprietà dei prodotti dermocosmetici che acquistano e si rivolgono alla farmacia per un prodotto di qualità superiore per componenti e proprietà.

Partendo dal principio che se sai cosa vendi puoi dare forza alla vendita, l’autrice tratta l’argomento non solo per informare sui componenti ma per approfondirne funzioni e funzionalità.

Il volume è diviso in due parti, la prima affronta le principali forme cosmetiche e sottolinea informazioni preziose sugli elementi di base che rendono possibile la realizzazione della forma come ad esempio le varie cere impiegate per la preparazione degli stick labbra, i gelificanti per il gel e così via.
La seconda parte affrontata le funzionalità cosmetiche e le principali sostanze attive toccando vari argomenti della cosmetica come la detersione, l’antiage, i prodotti per l’infanzia, la cosmesi maschile, i solari ecc.

Cosmetici

Siamo sommersi da ogni tipo di informazione sui cosmetici. La televisione ci bombarda di pubblicità, le riviste reclamizzano le ultime novità in fatto di mascara e di miracolosi shampoo riparatori e, in particolar modo su internet, ci imbattiamo di continuo in articoli che ci mettono in allarme su prodotti e ingredienti che ci possono causare disturbi e malattie. Siamo frastornati.

Di quello che ci spalmiamo addosso sappiamo solo ciò che il marketing vuole farci sapere, ovvero poco e, soprattutto, non sempre qualcosa che sia in grado di aiutarci a scegliere in maniera consapevole. La triste realtà è che un’informazione attendibile e critica sui cosmetici nel nostro paese praticamente non esiste.

Beatrice Mautino, biotecnologa e divulgatrice scientifica, ha provato a ovviare a questa grave lacuna mettendosi dalla parte di chi entra in un negozio e vuole acquistare prodotti efficaci e non dannosi per migliorare il proprio aspetto e il proprio benessere, senza essere ingannato dalla pubblicità.

Così fra le pagine di questo libro troverete molte risposte alle tante domande che ci facciamo ogni giorno sui prodotti contro le rughe e la cellulite, sulle creme solari, gli shampoo, le cerette e tanto altro. Non troverete pubblicità, ma solo i trucchi, quelli veri, per difendersi da truffe e false promesse.

Alla prossima! Ciao, ciao...♥♥

Il corpo umano da (ri)scoprire: il perineo

corpo umano

Mi sono spogliata dall’ansia di  aver un corpo  perfetto,

ma non avrei  mai  pensato  di  esagerare…

C.A.

Quanto  conosciamo il nostro  corpo?

 Domanda oziosa in tempo  di  ozio perché, arrivando  l’estate, la voglia di  scrivere regredisce al pari delle idee da trasformare in parole.

Quindi, venendo  al  sodo: siete sicure di  sapere tutto, ma proprio  tutto, sul vostro  corpo?

E se vi  domandassi  dove si  trova il perineo (chiamato  anche pavimento pelvico) sapreste indicarmi l’esatta posizione?

La risposta – tenendo  conto  che le mie lettrici  sono  donne colte, al pari  di  tutte le altre che non sono  mie lettrici – è  SI 

Altra domanda: a cosa serve il perineo (giuro  che è l’ultima)?

Considerando  che siamo  stati progettati affinché qualunque parte del nostro  corpo ha una sua logica, anche il perineo a qualcosa serve, e cioè:

 Il perineo è quella regione anatomica situata nella parte inferiore del bacino composta da tessuti molli e formazioni muscolo -fasciali che, disposti su tre livelli, formano una sorta di rete che chiude la cavità addominale e pelvica 

 

Gli esercizi  di  Kegel 

corpo umano

Quindi  il perineo è una struttura muscolare molto  importante la cui  tonicità porta a contrastare problemi  quali incontinenza urinaria, addome prominenteprolasso  dell’utero, ma anche  problemi  sessuali  quali anorgasmia (per entrambi  i  sessi), eiaculazione precoce e problemi  di  erezione (questi ultimi, ovviamente, problemi al  maschile).

Come tutti  i muscoli anche il perineo ha bisogno  di  esercizi, in particolare una serie adatta allo scopo  che va sotto il nome di  Esercizi  di  Kegel  dal nome del suo inventore il ginecologo  statunitense Arnold Kegel (1894 – 1972) il quale, a sua volta, ha tradotto in medichese antiche pratiche yoga.

In sintesi  si  tratta di una serie di  contrazioni  del pavimento pelvico che possono essere eseguiti  ovunque e in ogni momento  della giornata (non per nulla vengono  anche definiti  esercizi  intimi) ma sempre con le dovute precauzione per non incorrere in problemi di  contrazione muscolare che, guarda caso, prendono  il nome di  contrazione di  Kegel  

Nel  video  che segue una serie di  esercizi di  Pilates per irrobustire il pavimento pelvico, mentre alla fine dell’articolo l’anteprima del libro La salute sessuale delle donne: come usare i muscoli del pavimento pelvico nelle attività quotidiane scritto  dall’educatrice della salute  Judith Moricz 

Il libro 

 

corpo umano

Judith Moricz è un’educatrice della salute, ben noto esperta nel campo della riabilitazione dei muscoli pelvici.

Judith ha dedicato gran parte della sua vita professionale allo sviluppo di quest’unico IWT® programma con gli esercizi pelvici agli uomini e donne.

Mentre per la maggior parte delle persone è naturale di allenare i loro muscoli addominali, bicipiti e glutei per rimanere in forma, ma non prestano nessuna attenzione all’allenamento dei muscoli del pavimento pelvico.

Il ruolo della vagina non si limitata solo alla sessualità e al parto. Una vagina sana è anche il muro di sostegno degli organi pelvici.

Se i muscoli vaginali  si indeboliscono, allora perde la capacità di funzionare da sostegno e può verificarsi il prolasso vaginale cioè, uno o più degli organi pelvici può scendere giù dalla sua posizione anatomicamente normale e protrude verso la vagina o fuoriesce dalla vagina.

Anche dopo intervento d’isterectomia, la vagina conserva la sua ruolo altrettanto importante di sostegno.

Dietro ogni problema di prolasso vaginale c’è l’evidenza della debolezza dei legamenti di sostegno del l’organo disceso e la debolezza del pavimento pelvico e dei muscoli vaginali.

 

ALTRI SCRITTI

 

Un paio  di articoli che ho  scritto  al  femminile

⇒ Mestruazioni: ne potrò scrivere? 

⇒ Femminismo tra azione e letteratura 

Alla prossima! Ciao, ciao…..♥♥

Dai funghi alle piante è tutto un mondo da leggere

Funghi

Siamo preoccupati che l’intelligenza artificiale ci  farà sentire inferiori?

Dovremmo invece avere un complesso  di inferiorità ogni  volta che guardiamo un fiore

Alan Curtis Kay

Vegetale non è sinonimo di… 

Lascio a voi completare la frase del  sottotitolo, ma sono  sicura che alla parola vegetale per la maggior parte di noi l’associazione è con un mondo inerte contrapposto  a quello  animale (esseri umani  compresi).

Nulla di  ciò è più sbagliato, ad esempio cosa succede in una pianta quando una singola foglia viene danneggiata?

funghi

Non vi  sembra che dietro  a questa risposta fisiologica vi  sia un comportamento intelligente?

Il problema è che quando  si parla di  comportamento intelligente subito  pensiamo a noi, tutt’al più possiamo estenderlo  anche a qualche specie animale (rimane sempre da chiedersi  se un batterio  o  un virus abbia una qualunque forma di intelligenza) escludendo, quindi, che vi  siano  altre forme di intelligenza come, appunto, quello riferibile alle piante.

Naturalmente le difese passive  o attive delle pante non si limitano a quelle illustrate nell’immagine precedente.

Nel  caso  dell’ortica è un cocktail micidiale di  sostanze urticanti a punire la distrazione di un’ incauta escursionista (la sottoscritta) che pensò bene di planare dopo  una scivolata in un cespuglio di Urtica dioica: serotonina, istamina, acetilcolina, acido  acetico, acido  butirrico, acido  formico  sono gli  elementi  racchiusi  in una struttura chimica non ancora del  tutto  chiara ai  botanici ma, comunque, dall’effetto pruriginoso  devastante.

Di  seguito l’anteprima del primo  dei  due libri  che presento in quest’articolo

Plant revolution di Stefano  Mancuso 

Stefano  Mancuso insegna arboricoltura  all’Università di  Firenze ed è direttore del  LINV  (International Laboratory of Plant Neurobiology).

I suoi  studi e le sue teorie sulla comunicazione nel mondo vegetale ha conquistato parte del mondo  scientifico ma, sopratutto, il pubblico  che lo segue leggendo i suoi  libri

piante

 

Una pianta non è un animale.

Sembra la quintessenza della banalità, ma è un’affermazione che nasconde un dato di fatto di cui sembriamo essere inconsapevoli: le piante sono organismi costruiti su un modello totalmente diverso dal nostro. Vere e proprie reti viventi, capaci di sopravvivere a eventi catastrofici senza perdere di funzionalità, le piante sono organismi molto più resistenti e moderni degli animali. Perfetto connubio tra solidità e flessibilità, le piante hanno straordinarie capacità di adattamento, grazie alle quali possono vivere in ambienti estremi assorbendo l’umidità dell’aria, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e muoversi senza consumare energia. La loro struttura corporea modulare è una fonte di continua ispirazione in architettura.

E ancora: producono molecole chimiche di cui si servono per manipolare il comportamento degli animali (e degli umani) e la loro raffinata rete radicale formata da apici che esplorano l’ambiente può tradursi in concrete applicazioni della robotica.

Sappiamo ormai che allevare vegetali nello spazio è un requisito necessario per continuare a esplorarlo, e spostare parte della nostra capacità produttiva negli oceani grazie a serre galleggianti come Jellyfish Barge può essere una soluzione per soddisfare la nostra crescente richiesta di cibo. Organismi sociali sofisticati ed evoluti che offrono la soluzione a molti problemi tecnologici, le piante fanno parte a pieno titolo della comunità dei viventi.

Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo fare a meno di ispirarci al mondo vegetale.

I funghi

Sono due le cose che dovete evitare di propormi semmai  (mai) vorreste invitarmi  a cena: lo zafferano  e i  funghi.

Ho  scoperto  da poco  che questa mia avversione per i funghi  ha un nome, e cioè micofobia, nome creato ad hoc dai  coniugi Wasson

I coniugi Wasson tra riti di iniziazione e programmi della CIA
Robert Gordon Wasson e Valentina Pavlovna Guercken, durante le loro ricerche effettuate in Messico sull’uso dei funghi allucinogeni presso le culture native, furono i primi occidentali ad essere ammessi a un rito di iniziazione presso i Mazatechi. Più controverse fu la questione della partecipazione di Robert Wasson al programma di ricerca della CIA denominato MKUltra (dal tedesco Mind Kontrolle Ultra) effettuato tra i primi anni’ 50 e 60 del XX secolo. Lo scopo di tale programma era quello di identificare determinate droghe che, integrate a tecniche di tortura, inducessero la confessione da parte delle persone sottoposte a tale trattamento. Robert Wasson ha sempre dichiarato di aver partecipato a questo programma, ma che in effetti non ne era a conoscenza dello scopo  reale.

Questo non mi impedisce di  parlare dei  funghi che ancora oggi  vengono  considerati come piante ma che, in effetti, hanno una tassonomia non molto  definita.

La micologia va ben oltre la semplificazione tra funghi cattivi e quelli  buoni  da mangiare (mai  fidarsi  di  chi, pretendendo di essere un esperto, propone rimedi  tradizionali con esiti catastrofici), essa studia gli innumerevoli  ruoli  che i  funghi ricoprono  negli  ecosistemi, dalla simbiosi  con le radici delle piante aiutandole ad assorbire acqua e nutrienti, al trasporto  nel  terreno dei  batteri, nonché essere una specie di  collante per il terreno  stesso rendendolo, quindi, più resistente al dilavamento.

Ma la cosa più strabiliante nei  funghi, per meglio  dire quello  che riguarda il loro  micelio, è la comunicazione interna ad esso  che non è solo chimica,  ma che riguarda anche la trasmissione di impulsi nervosi ne più e ne meno come accade nel nostro cervello.

ALTRI  SCRITTI

Parlando  di  avvelenamento da funghi  ho scritto IN PASSATO  questo  breve articolo a riguardo  che troverete in questa pagina 

Merlin Sheldrake è un giovane biologo ed ecologista laureatosi  a Cambridge dove ha continuato  a studiare le reti  di  comunicazione dei  funghi  nella foresta di  Panama.

Nel  suo  libro L’ordine nascosto – la vita segreta dei  funghi descrive ciò che il mondo dei  funghi può insegnarci guardando la vita da un altro punto  di  vista.

funghi

Da sempre la nostra esistenza è legata a quella dei funghi.

Sono elementi essenziali del nostro microbioma, l’insieme dei microrganismi che pullulano nel nostro corpo e che contribuiscono al nostro benessere. Producono sostanze con cui ci curiamo (la penicillina) o con cui modifichiamo la nostra percezione della realtà, come l’alcol e la psilobicina, allucinogeno utilizzato da sempre per mettersi in contatto con mondi ulteriori.

Formano vaste reti sotterranee attraverso cui gli alberi si scambiano informazioni e allo stesso tempo la loro capacità di digerire roccia e legno crea il terreno in cui crescono le piante. Possono sopravvivere nello spazio e prosperare tra i rifiuti radioattivi. Il potere di degradare la plastica e il petrolio greggio viene sfruttato in tecnologie rivoluzionarie che potrebbero aiutarci nella crisi ecologica a cui andiamo incontro.

Nel suo viaggio alla scoperta del regno naturale meno conosciuto il micologo Merlin Sheldrake attinge ad anni di ricerche nelle foreste pluviali di Panama. Combinando storia naturale e nature writing il risultato è un’esplorazione che solleva domande fondamentali sull’origine della vita, di ciò che chiamiamo intelligenza e identità, e offre l’opportunità per osservare il mondo da un altro punto di vista, in cui l’essere umano è solo una delle specie a contribuire alla vita sulla Terra.

Alla prossima! Ciao, ciao…..♥♥

 

Mestruazioni: ne potrò scrivere?

mestruazioni

 La donna deve rimanere la regina della casa, più si  allontana dalla famiglia più questa si sgretola.

Con tutto il rispetto per la capacità intellettiva della donna, ho l’impressione che essa non sia indicata per la difficile arte del  giudicare.

Questa richiede grande equilibrio e alle volte l’equilibrio difetta per ragioni anche fisiologiche.

Questa è la mia opinione, le donne devono  restare a casa…

Antonio  Romano  deputato  dell’Assemblea Costituente nel 1947

Mestruazioni, tabù e pregiudizi

Quello  che il deputato  Antonio  Romano  intendeva affermare che nella donna vi era  un impedimento  nella difficile arte del  giudicare, cioè un difetto per ragioni anche fisiologiche,  non era altro  che un sottinteso riferimento (che poi non era tanto  sottinteso) al ciclo mestruale con tutti i pregiudizi (maschili) ad esso  collegati.

L‘Assemblea Costituente  – della quale   la componente femminile rappresentava solo il 4 per cento, cioè 21 donne su 552 rappresentanti totali –  dribblò sulla questione, e solo  dopo che un emendamento favorevole all’ingresso  delle donne nella magistratura, con l’articolo 51 della Costituzione che stabilisce

Tutti i cittadini dell’uno  e dell’altro sesso possono accedere agli uffici  pubblici in condizioni di  eguaglianza, secondo  i requisiti  stabiliti  dalla legge*

Con la modifica all’art. 51 del 30 maggio 2003 viene aggiunto il periodo  alla fine

A tale fine la Repubblica promuove con appositi  provvedimenti le pari opportunità tra uomini  e donne

*Secondo i requisiti stabiliti dalla legge: le donne dovranno aspettare ben sedici  anni per vedere una legge che le consenta di  accedere alla carriera di  magistrato con la legge n. 66 del 9 febbraio 1963

⌈  Art. 1 : La donna può accedere a tutte le cariche professionali e impieghi  pubblici, compresa la Magistratura, nei  vari  ruoli, carriere e categorie, senza limitazioni  di  mansioni e di  svolgimento della carriera, salvi i requisiti stabiliti  dalla legge.

L’arruolamento della donna nelle forze armate e nei  corpi  speciali è regolato da leggi  particolari ⌋  

Certo un bel passo avanti rispetto alle parole dell’onorevole Antonio Romano, ma i  tabù sono duri  a morire, specie se anche la scienza ci  mette del  suo  per alimentare i pregiudizi: nei  testi universitari  di  medicina, fino  all’inizio  degli  anni’ 60 del  secolo  scorso, si insegnava che le mestruazioni servivano  a far espellere sostanze tossiche accumulate nel  corpo  femminile ( la menotossina tra esse)

Da qui, arrivare ai pregiudizi  e ai  tabù il passo  è breve per cui, un esempio  fra tutti, se una donna con il mestruo toccava un fiore, questo  subitaneamente appassiva (quindi le varie streghe dei  film horror sono  in perenne periodo  mestruale?).

Se da una parte questi pregiudizi  potrebbero  anche far sorridere, ben diversa è la situazione di  quelle donne costrette da pratiche culturali a subire l’ostracismo  sociale: in Nepal solo  dal 2017 è stata proibita la pratica del chhaupadi che infliggeva alle donne in periodo  mestruale la segregazione in capanne isolate proprio  per il fatto  che il loro  sangue era da considerare impuro e velenoso per qualsiasi  cosa che la donna toccasse.

Da queste pregiudizi l’attrice e regista   Marinella Manicardi ne ha tratto il lavoro  teatrale Corpi impuri

 

Tampon tax

Una direttiva europea consenti  ai  Paesi dell’Unione di  abbassare l’IVA sugli assorbenti  fino  al 5 per cento: l’Italia si  è adeguata, ma solo  per gli  assorbenti definiti  ecologici.

Prima di  questa soluzione (parziale) della tassazione degli assorbenti intimi, essi  venivano  commercializzati  con l’IVA al 20 per cento, prodotti come il tartufo hanno la tassazione pari  al 5 per cento.

La paradossale incongruenza della Tampon tax è stata messa alla berlina da 3Matrioske:

Il libro 

La giornalista e attivista femminista Élise Thiébaut ha affrontato quello  che in fondo riguarda una discriminazione di  genere con il libro Questo è il mio  sangue

mestruazioni

 

Perché ancora oggi le mestruazioni sono un argomento di cui ci si vergogna, che discrimina le donne? Perché per definirle usiamo perifrasi come ho le mie cose, sono indisposta, ho il ciclo?

Perché ci imbarazza così tanto il modo in cui funzionano i nostri corpi? E se fossero gli uomini ad averle?

Per quasi quarant’anni, ossia per circa 2400 giorni, le mestruazioni accompagnano la vita di ogni donna. Eppure rimangono un argomento circondato da silenzio e vergogna.

Perché abbiamo tanta paura di un processo naturale che ci permette di dare la vita? Come mai ci affrettiamo a nascondere nella borsa gli assorbenti quando capita di tirarli fuori per sbaglio? Perché bisbigliamo mestruazioni mentre siamo pronti a gridare insulti di ogni tipo?

Mescolando antropologia, storia, ecologia, medicina ed esperienza personale, Élise Thiébaut affronta un argomento delicato e insospettabilmente accattivante, riuscendo con la sua prosa vivace a dimostrare quanto sia complesso il principale protagonista della vita femminile. E quanto le superstizioni, le leggende, i non detti, abbiano influito per secoli sulla discriminazione delle donne.

Sorprendente, chiaro, scientificamente accurato, Questo è il mio sangue, oltre a essere un appassionante viaggio alla scoperta di un fenomeno naturale come mangiare, bere, dormire, fare l’amore, è anche un manifesto della rivoluzione mestruale in atto.

Perché parlare apertamente di mestruazioni significa, per ogni donna, accedere a una nuova consapevolezza di sé, del proprio corpo e della propria identità.

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

In viaggio verso le stelle e mondi alieni

stelle

Mi domando  se le stelle sono illuminate è perché ognuno un giorno  possa trovare la sua

Antoine de Saint Exupéry

In viaggio  verso  le stelle con la fantascienza

La fantascienza   ha aperto la mente alla  possibilità dell’incontro della nostra civiltà con una aliena:  peccato  che, a parte di pochissime eccezioni, l’alieno in questione sia stato  sempre visto come un predatore del  tipo  Alien & C.

Del  resto, vista l’attuale situazione in cui  viviamo  a causa della pandemia, penso  che un ignaro ET in visita sulla Terra verrebbe immediatamente messo in quarantena o magari multato per aver contravvenuto alle regole del distanziamento  sociale.

stelle
Julie Novakova

Julie Nováková, astrobiologa e scrittrice di  successo, la pensa diversamente, tanto  da collaborare con l’European Astrobiology Institute   per la divulgazione e l’educazione per l’appunto dell’astrobiologia.

Il suo impegno si  concentra in una raccolta di  racconti  di  fantascienza scritti  da   autori celebri ( sono assenti autrice come Ursula Le Guin)  e incentrati  sulla scoperta di forme di  vita abitanti  di  altri pianeti.

Strangest of Hall è il titolo dell’opera liberamente scaricabile da questa pagina  (se non volete leggerlo  direttamente da qui):

Strangest-of-All-Anthology-of-Astrobiological-SF

All’Italia  piace viaggiare verso  le stelle

Parlare di  imprese  spaziali significa per noi  italiani  associare il concetto a nomi  quali Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano, Franco  Malerba e altri (l’elenco  completo lo potete trovare in questa pagina di  wired.it).

La  voglia di  spazio  italiana non si  ferma ai nomi dei nostri  astronauti : a parte Galileo Galilei, nel  corso  dei  secoli gli  scienziati  italiani  coinvolti nella scoperta dell’Universo hanno  avuto il privilegio di vedere il loro  nome associato a crateri lunari, asteroidi, comete e altri  corpi  celesti.

Eppure non si  vive solo di  stelle ma anche di denaro: la Space – Economy è il motore economico  che già da adesso muove ingenti  capitali e che nel  futuro la farà ancora di più.

La semplice slide che vedete in basso (sempre opera dell’assistente Gatto  Filippo) può rendere l’idea, mentre per un approfondimento  preferisco  rimandarvi alla pagina dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana)…..ma poi  ritornate qui!

I giovani non  hanno  la testa tra le nuvole, ma nello  spazio

Ultimamente i giovani  sono il bersaglio preferito  nei  media in relazione alla movida  (termine ormai desueto) e gli  epiteti che si  possono ascoltare o  sentire su  di  loro  vanno  dal  classico menefreghisti, al più rustico debosciati per terminare con il rude e testosteronico  teste di *****  (lascio a voi riempire gli  asterischi con la parola mancante).

Al  contrario  non si  vuole parlare dei giovani sottopagati, sfruttati e di  come per loro la parola futuro è a tinte fosche.

Poi, i più fortunati,  sono i cosiddetti cervelli  in fuga che al  termine degli  studi  trovano opportunità di  lavoro (e stipendi proporzionati) all’estero.

Qualcuno  di loro, poi, vede nella Space economy ulteriori possibilità di  lavoro: nel  totale delle ventidue nazioni  che fanno parte dell’Esa (European Space Agency) gli italiani  che hanno fatto  domanda all’Agenzia rappresentano più di un terzo  del  totale e, molto importante sotto ogni punto di vista, è che l’Italia è al primo posto per le candidature femminili.

Concludo con le parole di Fëdor Dostoevskij tratte dal  suo  racconto  giovanile (1848) Notti  bianche:

Era una notte meravigliosa, una di  quelle notti che possono  esistere solo  quando  siamo  giovani, caro lettore.

Il cielo era così pieno  di stelle, così luminoso, che guardandolo  veniva da chiedersi: è mai  possibile che vi  sia sotto questo  cielo gente collerica e capricciosa? ⌋   

Il libro

Nell’articolo  ho  citato Ursula Le Guin, quindi pubblico l’anteprima del suo romanzo  I reietti dell’altro pianeta.

stelle

C’era un muro… Come ogni altro muro, anch’esso era ambiguo, bifronte.

Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava.

Sui dei fronti del muro, due pianeti gemelli, Urras e Anarres, illuminati da uno stesso sole ma divisi da una barriera ideologica antica di secoli. Urras è fittamente popolato, tecnologicamente avanzato, ricco, florido, retto da un’economia liberista. Da qui sono partiti nella notte dei tempi i seguaci di Odo che hanno colonizzato l’arido Anarres, fondandovi una comunità anarchico-collettivista che non conosce concetti come proprietà, governo, autorità. In questa società apparentemente perfetta nasce Shevek, genio della fisica alle prese con un’innovativa teoria del tempo, un vero cittadino del cosmo che dedicherà la vita ad abbattere il muro che separa da sempre i pianeti gemelli.

Un’ambigua utopia, come recita il sottotitolo originale del romanzo, I reietti dell’altro pianeta è una grandiosa narrazione che, fingendo di parlare del futuro, racconta il mondo di oggi. Un classico della science fiction del Novecento che, caso quasi unico, ha ricevuto i due più importanti riconoscimenti del genere, il Nebula e l’Hugo.

 

 

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

Quello che il gatto non può fare (o non vuole fare)

gatto

⌈ Il gatto  rincorre le foglie secche sul marciapiede.

Le contende (vive le crede) alla scopa che le raccoglie.

Quelle che rami  alti scendono rosse e gialle

sono certe farfalle che sfidano i suoi  salti.

La lenta morte dell’anno non è per lui  che un bel gioco,

e per gli uomini che ne fanno al  tramonto un lieto  fuoco

Autunno  di  Gianni Rodari

Da Gatto Filippo i preziosi consigli

Gatto
Gatto Filippo

E’ naturale che per scrivere questo  articolo  i suggerimenti del mio  assistente Gatto  Filippo saranno più che preziosi ma prima voglio  fare una premessa e cioè, pur dando la mia preferenza ad un gatto, ciò non toglie che adoro  anche i  cani, basta che abbiano i seguenti  requisiti: non devono essere più grossi  di  un grizzly, possibilmente non devono essere sbavacchiosi ma, sopratutto, non devono  prendere il mio derrière come puntaspilli per i loro denti.

Per il resto è impagabile  il piacere che un gatto mi concede accoccolandosi sulle mie gambe e, magari, facendo le fusa: pazienza se poi all’improvviso, seguendo ciò che vede e che per noi  è invisibile, fugge via lasciandomi orfana del suo tepore.

Ritornando  a noi, come preliminare in ciò che distingue un gatto  da un cane, il mio assistente (Gatto  Filippo…per contratto  devo citarne il nome)  mi ha suggerito questo  trailer tratto  da Pets 2

Dunque evitiamo  di lanciare una palla per sperare di  vedere che il gatto  la riporti indietro  come fa un cane: come dice la protagonista del  video sarebbe poco  dignitoso  per un felino.

Piuttosto riempiamo di  carezze il gatto (sempre che abbia voglia di  riceverle) e di  croccantini, non tanti  da trasformarlo in un  oversize felino: ciò che si  avrà in compenso  sarà il fatto  di indurre in esso il ricordo  di  mamma gatta, di conseguenza regredirà a un livello infantile (momentaneo) testimoniato  da quel  comportamento che chiamiamo  fare la pasta e che in effetti e ciò che gli  è necessario  per stimolare le mammelle della genitrice per indurre la secrezione del  latte.

Per gli etologi è in questa fase che il gatto (o la gatta, ovviamente) è più predisposta a ricevere una sorta di  vademecum per potere vivere in relazione con il suo  referente umano.

Scordiamoci  di  chiedergli, però, cose assurde come dirgli di darci  la zampa come a un cane (per il canis canis rimane un gesto  di  sottomissione e non di  amicizia come battere il cinque).

Il gatto non riconosce le parole – anche se ultimamente una ricerca giapponese sembra dire che il nostro  felino domestico risponda al proprio nome e se non lo fa è perché non vuole essere scocciato – quanto piuttosto i comandi impartitegli  con le mani (movimenti  sempre delicati, altrimenti  fugge via).

Il linguaggio  corporale del  gatto

Sfatiamo subito  un pregiudizio  sui  gatti: non è vero  che sono indifferenti al loro  coinquilino umano ma, al contrario, un recente ricerca  dell’Universidade Federal de Juiz de Fora in Brasile, pubblicata su  Plos One, ha dimostrato come i   gatti  soffrono  di ansia da  separazione e come questa sindrome sia maggiore in quelle famiglie dove non è presente una donna (uno a zero per noi..).

In questo  caso  nel  gatto  si  manifesteranno comportamenti  distruttivi (addio  alle poltrone o altri  arredi) o stati  mentali  alterati come vocalizzazioni  eccessive, minzione inappropriata, depressione, aggressività: in pratica il nostro micio  è andato  fuori  di  testa.

Ritorniamo, però, al linguaggio  corporale solito  del gatto e cioè:

  • Se il gatto  striscia via a ventre abbassato, con le orecchie all’indietro è segno  che ha paura
  • Al  contrario se il suo  corpo  si inarca e il pelo  si  arruffa è segno  che si trova in una situazione di  eccitazione o  minaccia.

In entrambi i casi è meglio  lasciarlo in pace per non rimediare qualche dolorosa graffiata (non fate giocare i  bambini  con i gatti senza dire loro come comportarsi).

Se poi  si  avvicina a noi sfregandosi  sulle nostre gambe (rilascia ferormoni) aggiungendo il classico purr…purr , possiamo essere certe della sua tranquillità e della fiducia che pone in noi (e della nostra resa incondizionata al  suo  essere).

Un ultima cosa: se abbiamo  già un coinquilino  felino e vogliamo adottarne un altro la prima cosa che farà il micio  di  casa sarà quello  di  dare un avviso  di  sfratto  a quello  che considera solo  come un intruso: gli  accorgimenti  da adottare sono  quelli  di fare abituare gradualmente il padrone di  casa all’ospite inatteso non facendo  favoritismi.

Il libro (in ricordo  di  Luis Sepùlveda

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. Banco di aringhe a sinistra stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa, insieme agli altri. Ma quando riemerge, il resto dello stormo è volato via, e il mare è una distesa di petrolio.

A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, poi stremata precipita su un balcone di Amburgo.

C’è un gatto, su quel balcone, un gatto nero grande e grosso di nome Zorba, cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto da lui tre solenni promesse.

E se per mantenere le prime due sarà sufficiente l’amore del gatto, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti.

In questo racconto, che ha la grazia di una fiaba e la forza di una parabola, il grande scrittore cileno tocca i temi a lui più cari: l’amore per la natura, la solidarietà, la generosità disinteressata.

Ma soprattutto riconosce all’uomo un ruolo fondamentale: non solo distruttore e inquinatore, ma anche salvatore, in un messaggio di speranza di altissimo valore poetico.

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

Il freddo: dalla cold therapy all’ipotermia

freddo

Oggi  sono entrato  in un bar chiedendo  qualcosa di  caldo: mi hanno  dato un cappotto!

Groucho  Marx

Il freddo  come terapia (?)

Andrea Bianchi, fondatore della prima scuola italiana di barefoot hiking (a proposito leggi il mio  articolo Camminare ascoltando i piedi: è il Barefooting) suggerisce una tecnica per imparare a esporsi  al freddo:

Ogni  mattina esporsi per circa trenta secondi a una doccia fredda, questo  farà in modo  che nel  nostro organismo  si liberino le endorfine dandoci  energia per tutta la giornata

Non voglio mettere in dubbio il valore di un simile suggerimento, ma credo  che se dovessi  fare una doccia fredda (soprattutto in inverno) il mio organismo  non libererebbe endorfine ma si liberebbe di  me una volta per tutte  congelandomi

Come del  resto penso  che sia un ottimo  viatico per osservare le margherite dalla parte delle radici, la nuova moda della cold therapy: bagni nelle acque gelate di un ruscello per almeno un minuto servirebbe ad allenare la mente e il corpo (a cosa poi?).

Naturalmente,  quando  esce  nuova filosofia di vita, immediatamente la si  associa ai nomi di personalità note per darne un maggiore risalto, così sappiamo  che Lady Gaga, Madonna e Zac Efron praticano  yoga in costume da bagno  sulla neve o si immergono in vasche ghiacciate, mentre Chiara Ferragni e Belen Rodriguez si  accontentano di  avvolgersi in una nuvola di  vapore artico in una criosauna.

A questo  si aggiunge il fiuto per le opportunità di  business di  Gwynett Paltrow la quale, oltre a vendere candele a 900 dollari con il profumo  della sua vagina (è solo  un bouquet di  infiorescenze varie ma chi le compra, e sono  tanti, ne sono  attirati come api  sul miele…poveri  scemi), ha fatto  verificare dal suo  team lifestyle brand Goop la teoria che, per l’appunto, la cold therapy

Insegna a gestire lo  stress , ottimizza le performance atletiche, migliora l’efficacia del sistema immunitario e conferisce una maggiore lucidità mentale.⌋ 

Il freddo in montagna: mai  da sottovalutare

 

freddo

 

Dalla foto  che mi ritrae in tenuta antartica di può ben  capire il rapporto  che ho con il freddo (e di  conseguenza i  miei dubbi a riguardo  della cold therapy).

A giustificare il mio  abbigliamento, però, aggiungo  che quel  giorno presso le Cascate del Perino le temperature, già di per se molto  basse, lo sembravano  ancora di più per un forte vento  che generava l’effetto che prende il nome di  wind chill: 

Con il wind chill è il vento  che, rimuovendo  quel piccolo  strato  di  aria calda sulla nostra cute, fa si  che l’aria fredda dell’ambiente raffreddi  ulteriormente la nostra pelle dando la sensazione che le temperature siano ancor più inferiori rispetto alla realtà.

Tanto più il vento  sarà forte, tanto più saremo  sensibili all’effetto  del wind chill .

Questo mi da il modo  di introdurre il prossimo  argomento che riguarda:

L’ipotermia

L’inverno, o comunque le giornate in genere fredde, non devono  spaventarci perché sono  l’occasione per combattere il disordine affettivo stagionale 

E’ altresì  ovvio che ogni  attività praticata all’aperto, specie in montagna, comporta  dei  rischi  se le condizioni  ambientali vengono sottovalutate e con equipaggiamento non adeguato.

Il rischio maggiore a cui  si  va incontro è l’ipotermia

Per definizione l’ipotermia si  raggiunge quando la temperatura corporea è al  di  sotto dei  35 °C.

Affinché si  raggiunga questa nefasta condizione bisogna che vi  siano  due fattori essenziali: il primo riguarda la temperatura ambientale inferiore a quella corporea; il secondo fattore che la  produzione di  calore endogeno  da parte dell’organismo  sia inferiore rispetto  alle perdite.

Si  raggiunge rapidamente  l’ipotermia   cadendo nell’acqua fredda di un fiume durante un guado, più lentamente per una lunga esposizione al freddo dovuto a una lunga marcia oppure a un bivacco all’aperto in periodo invernale.

A questi  si  aggiungono  condizioni  soggettive quali uno stato di  stanchezza profonda oppure, ancora più grave, l’ipotermia è la conseguenza di una lesione traumatica associata a una alterazione della coscienza.

E’ naturale  che per  bambini  e  soggetti  anziani la condizione di ipotermia diventa più grave in relazione all’età.

Il primo  segnale che l’organismo  invia per informarci dell’approssimarsi  di una situazione pericolosa è il brivido con l’aumento del  metabolismo  basale e il consumo di  ossigeno; con il passare del  tempo questa situazione si manifesterà in senso inverso: il metabolismo basale diminuirà come il consumo  di ossigeno (a livello  cerebrale si  avranno  alterazioni dello  stato  di  coscienza, sopore a cui  può sopraggiungere il coma).

Le organizzazioni che si  occupano  di  Medicina per la Montagna  hanno  stilato quattro stadi successivi per classificare i gradi  di  ipotermia e loro  effetti  sull’organismo e gli interventi  necessari per risolvere la situazione di ipotermia.

freddo
Swiss Society of Mountain Medicine

 

Il libro 

Per coloro adepti  della cold therapy (o dell’ibernazione in generale) o anche per chi  è motivato  da semplice curiosità, offro  l’anteprima del libro La cura del  freddo scritta da Matteo Cerri ricercatore presso il Dipartimento di  Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di  Bologna 

freddo

⌈ Quando nasce, il neonato si trova proiettato in un incubo: in un ambiente freddo anziché caldo, deve subito attivare il metabolismo e bruciare energia per non soccombere. Per l’uomo quindi la vita è calore.

Questa verità è così forte e significativa che ne associamo anche gli opposti: la morte è fredda. Per gran parte della sua esistenza, l’uomo ha combattuto contro il freddo, forse l’avversario più subdolo che la natura gli abbia opposto e che nei secoli lo ha falcidiato sui campi di battaglia, durante le esplorazioni o nel tentativo di conquistare le montagne.

Eppure alcune persone sono state in grado di sopravvivere in condizioni di freddo estremo, avvicinandosi al confine che separa la vita dalla morte fin quasi a toccarlo, prima di riuscire a tornare indietro.

Cosa c’è alla base di questa impressionante capacità di sopravvivenza? Non lo sappiamo ancora, ma da circa due secoli abbiamo imparato che il freddo, se domato e controllato, può trasformarsi in una cura, non diversamente da un farmaco che salva la vita o uccide in funzione del suo dosaggio.

Oggi però ci stiamo spingendo oltre. Perché le recenti scoperte scientifiche relative all’ibernazione hanno aperto possibilità straordinarie, spalancando le porte all’esplorazione del sistema solare e alla speranza, sempre piú concreta, di mettere uno scudo fra noi e la morte.

Alla prossima! Ciao, ciao… ♥♥