Carmina burana: dal medioevo alla partitura del Novecento di Carl Orff

Le parole del testo: La Fortuna – Prologo.
Carmine BuranaCarl Orff

Carl Orff e i  Carmina burana

C’è una frase in quel piccolo  capolavoro  di comicità intelligente che è il film di  Woody Allen Misterioso  omicidio  a Manhattan e cioè quando il protagonista (interpretato  dallo  stesso  Woody Allen) uscendo  da un teatro  lirico dice:

Io non posso ascoltare troppo Wagner, lo sai: già sento l’impulso ad occupare la Polonia.

Io, invece,  quando  ascolto i Carmina Burana e nello specifico  La Fortuna , non mi immagino  certo  di invadere la Polonia, ma di  essere un’amazzone teutonica su di un destriero dalle narici frementi, pronta a dare battaglia fosse anche per conquistare l’ultimo parcheggio  sotto  casa (a proposito ho parlato  del mito  delle Amazzoni in quest’articolo).

Carl Orff (Monaco  di  Baviera, 10 luglio 1895 – Monaco  di  Baviera, 29 marzo 1982) nel 1937, all’apice di una carriera di  successo, ebbe la sfrontatezza di  scrivere al  suo  editore:

Può mandare al  macero  quanto  scritto finora: con i Carmina Burana inizia la mia produzione.

In effetti l’ 8 giugno 1937, quando  i  Carmina Burana furono  presentati  per la prima volta a Francoforte,  il successo fu tale da oscurare non solo  ciò  che Orff aveva scritto precedentemente ma anche quello  che ne seguì tra le sue opere.

La scoperta dei Carmina burana 

Monastero di Benediktbeuren

Carl  Orff era un’appassionato  di  musica medievale e letteratura antica, questa sua passione lo portò a scoprire una serie di  canti  conservati nel monastero  di Benediktbeuren in Germania (in latino Bura Sancti  Benedicti da cui  la dicitura burana): si  trattava di un insieme di  canti  medievali distribuiti in quattro  sezioni (moralia, amatoria, lusoria e divina) intonati  in basso  latino  e antico  tedesco: essi  evocavano atmosfere malinconiche con spunti  di  allegria popolare.

Orff scelse un certo numero  di  canti  racchiudendoli tra Prologo  e d Epilogo in cui  domina, per l’appunto, O Fortuna (il brano  che mi trasforma in amazzone teutonica…): l’insieme costituisce quello  che nell’intestazione della partitura viene apertamente dichiarato  e cioè:

Canzoni  profane da cantarsi da cantori e dal  coro, accompagnate da strumenti  e immagini magiche

Insomma un qualcosa che rimanda a una grandiosa cerimonia pagana.

I Carmina burana furono  ritrovati  nel 1874 dal linguista tedesco  Johann Andres Schmeller ma la cui  trascrizione dalla lingua antica fu  possibile solo  nei  primi  anni  del  Novecento

Oltre i  Carmina burana 

Drammaturgo, poeta e librettista, scenografo, direttore d’orchestra e musicologo: questo  era Carl  Orff uno tra i più attivi tra i musicisti del  Novecento, ma anche pedagogo nel  campo dell’educazione musicale:

Nel 1924, insieme alla moglie Dorothée Günter, fondò a Monaco la Günterschule, un corso  di  educazione musicale basato  sui  principi  del metodo Jacques – Dalcroze in cui, partendo da un ritmo  eseguito xilofoni, campanelli, tamburi  ma anche bicchieri, stimola l’improvvisazione nei  bambini.

Da questa esperienza didattica si  arrivò al  testo Musik  für  Kinder (1954) tradotto in una ventina di lingue tra cui l’italiano e tuttora utilizzato nelle scuole musicali  di  tutto il mondo.

E’ naturale che io  termini quest’articolo  (prossimo premio Pulitzer) con una rappresentazione di O Fortuna:  ho  scelto per l’occasione non un video tratto dall’esecuzione in un teatro  d’opera, ma quello di un flash mob del 2012 del coro  e orchestra di  Philadelphia con 300 elementi  tra musicisti e ballerini, provenienti  da cinque stati, presso la Amtrak Station di Philadelphia.

Buon ascolto.

Alla prossima! Ciao, ciao…♥ 


Opera Company of Philadelphia Amtrak 30th St Station “O Fortuna” Random Act of Culture

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