Camminare d’inverno all’aria aperta per combattere il disordine affettivo stagionale

Un giorno d’inverno
© caterinAndemme

Benché i piedi  dell’uomo non occupino  che un piccolo  spazio sulla terra,

è grazie a tutto lo spazio che non occupano che l’uomo può camminare

sulla terra immensa.

Zhuāngzǐ

L’inverno all’aria aperta

Se un giorno  d’inverno, magari  di  domenica,  inizia a nevicare e gli orsi polari  sono  gli unici a circolare per le vie della vostra città (cosa che in Alaska potrebbe capitare,  ma non alle nostre latitudini), cosa pensate di  fare?

A) Mi rintano sotto  la trapunta uscendo  solo per espletare le funzioni  vitali (e solo  quelle)

B) Divano + coperta + tisana + Netflix = Non ci  sono  per nessuno 

C) Non vedo l’ora di  uscire, di  rendere le mie gote rosse dal  freddo (se il colore passa al  blu:  attenzione non vi  siete vestite adeguatamente e state congelando) e di  respirare aria pura.

Io opto per la terza risposta, voi  fate quello  che volete ma sappiate che camminare,   correre oppure fare del  nordic- walking  nel  freddo  è una fonte di  benessere.

Lo dice (anche) John Sharp  psichiatra specialista del disordine   affettivo  stagionale presso il Beth – Israel Deaconess Center di  Boston:

La tendenza a starsene al  chiuso  quando  è freddo è naturale ma non è una buona ricetta per sentirsi  meglio: troppa poca luce solare producendo  stress crea un disagio  psico – fisico rendendo l’individuo incline alla depressione.

Immagino  che la professione di John Sharp, cioè quella di psichiatra, vi  faccia pensare che uscire al  freddo  d’inverno  sia una cosa da pazzi.

Potrebbe esserlo  se decidessi  di uscire vestita della sola pelle piuttosto  che  con un vestiario  sportivo  adeguato (quindi  non con la pelliccia che abbiamo  sottratto all’orso polare).

Benefici 

⇒ La luce solare fa aumentare la quantità di  serotonina cioè l’ormone della felicità combattendo, quindi, i casi  di depressione leggera legati  alla stagionalità 

⇒ Stando  all’aria aperta aumenta la produzione di  vitamina D che attiva il rilascio  di  serotonina, aumenta l’assorbimento  del  calcio nelle ossa, combatte le infiammazione  potenziando  il sistema immunitario  

Oltre a questi indubbi  vantaggi  fisiologici, fare attività fisica al  freddo aiuta anche alla mindfulness cioè quella meditazione – non meditazione alla portata di  tutti che semplifica un po’ (molto) la nostra vita (ne ho parlato in questo  articolo).

Alla prossima! Ciao, ciao…….


Il libro 

Ho iniziato  con la citazione del  filosofo  cinese Zhuāngzǐ tratta dal libro di David Le Breton Camminare – elogio  dei  sentieri e della lentezza

David Le Breton torna sullo stesso tema di Il mondo a piedi (Feltrinelli, 2001 “come un camminatore che, anni dopo, torna su un percorso che ha immensamente amato”. Uomo di grande sensibilità e cultura, illuminato interprete del suo tempo, Le Breton raccoglie in queste pagine schizzi paesaggistici, riflessioni e aneddoti sul camminare e sui camminatori, rievoca tradizioni e personaggi storici e ci offre un punto di vista inedito e ispirato su un aspetto insolito del viaggio. Percorrere sentieri e rotte insolite, sondare foreste e montagne, scalare colline solo per il piacere di ridiscenderle, poter contare solo sulle proprie forze fisiche, esposti di continuo agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi: questo è il camminare, un anacronismo in una contemporaneità che privilegia la velocità, il rendimento, l’efficienza. Per Le Breton camminare è un lungo rito d’iniziazione, una scuola universale, una filosofia dell’esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all’umiltà, un atto naturale e trasparente che restaura la dimensione fisica del rapporto con l’ambiente e ricorda il sentimento della nostra esistenza.

Anteprima del libro Camminare di  David Le Breton 

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