Audrey Hepburn, buona alla prima

Audrey Hepburn

 

Se gli uomini fossero  belli  e intelligenti,  si  chiamerebbero  donne

Audrey Hepburn 

Audrey, buona alla prima 

 

Audrey Hepburn nel 1956
Audrey Hepburn nel 1956

Giocando con voi  a chi  vorrei essere, escludendo  quindi personaggi  fumettistici al pari  di  Wonder Woman, potrei dire che un modello  di  riferimento potrebbe essere lei: Audrey Hepburn.

Intelligente, bella, elegante con uno  sguardo  allo  stesso  modo  malinconico  e ammaliante: non ditemi  che la scelta sia sbagliata, fosse solo per indossare, alla sua maniera, quel  tubino  nero sfoggiato in Colazione da Tiffany

 Audrey  Hepburn: Locandina del film Colazione da Tiffany

Lei, che voleva diventare ballerina, studiò danza ma presto  dirottò le sue doti  artistiche verso altri palcoscenici teatrali  fino ai  set del  cinema.

Così, a soli 23 anni e al  suo primo  film, si  aggiudicò nel 1953 il premio  Oscar come migliore attrice protagonista   per Vacanze romane (rubando, si  fa per dire,  il ruolo nientemeno  che a Elizabeth Taylor).

Fu l’inizio  di una carriera strepitosa e colma di  riconoscimenti (dei  quali  l’elenco  sarebbe troppo  lungo da riportare in questo post, ma facilmente reperibili in rete).

Solo l’accenno  al  suo  secondo premio  Oscar, molto  speciale perché  si  trattava del premio umanitario  Jean Hersholt assegnato non periodicamente per contributi eccezionali  a cause umanitarie.

Il premio le fu  assegnato postumo nel 1993 condividendolo con Elizabeth Taylor .

Nel 1988 fu nominata ambasciatrice per conto  dell’UNICEF: quattro  anni  dopo, nel 1992, ritornando  da un viaggio in Somalia a scopo  benefico  e per conto  dell’Organizzazione umanitaria, accusò i  primi sintomi della malattia incurabile che da lì a poco  l’avrebbe portata alla morte.

Audrey Hepburn morì il 20 gennaio 1993  a Tolochenaz, in Svizzera, e qui sepolta: aveva sessantatré anni.

Quando  Audrey  si  fece chiamare Edda van Heemstra

Audrey era nata a Ixelles in Belgio il 4 maggio  1929: suo  padre era l’inglese Joseph Anthony Ruston (per questo il nome per intero  dell’attrice era Audrey Kathleen Ruston), sua madre l’aristocratica olandese Ella van Heemstra: il cognome Hepburn deriva da quello  della nonna materna aggiunto  in seguito  dal padre al  proprio cognome diventando, per l’appunto, Hepburn – Ruston

Joseph Ruston e Ella van Heemstra nel 1935 si  separarono: il padre, il quale non nascondeva le sue simpatie per il nazismo, rimase in Inghilterra abbandonando  di  fatto  la famiglia, mentre la madre, con Audrey  e gli  altri  due figli, avuti  da un precedente matrimonio  con Hendrik Gustaaf Adolf Quarles van Ufford nobile olandese (nessun dubbio  che lo  fosse visto il chilometrico nome),  si  trasferì nel 1939 nella città olandese di Arnhem dove Audrey intraprese gli  studi  di  danza presso il Conservatorio.

Il 10 maggio  1940 i nazisti diedero  vita all’invasione dell’Olanda (operazione conclusa in soli  cinque giorni): fu  allora che il nome Audrey Hepburn, considerato pericolosamente troppo inglese, cambiò in Edda van Heemstra.

Nel 1944, dopo  lo  sbarco in Normandia, Audrey Hepburn patì, come il resto  della popolazione olandese ancora sotto il giogo  nazista, quella che venne chiamata in seguito Hongerwinter (la Carestia olandese del 1944): migliaia  di olandesi morirono allora   per fame o per il freddo molto intenso  di  quell’anno.

Fu in questo  tragico  periodo che la famiglia di  Audrey  Hepburn accolse e nascose in casa un soldato inglese, e lei  stessa si  diede il compito di  fare da staffetta tra le formazioni  partigiane olandesi  e l’esercito  alleato.

Il libro

Questa parte della vita dell’attrice è stata raccontata nel  libro  biografico  La guerra di  Audrey del  giornalista americano  Robert Matzen

Indimenticabile in Vacanze romane, icona di stile in Colazione da Tiffany Sabrina, Audrey Hepburn è una delle star del cinema più amate. Della sua vita, dei suoi film e del suo impegno come ambasciatrice dell’UNICEF, giornali e rotocalchi hanno raccontato molto, dando l’idea che, nonostante la sua estrema riservatezza, di lei non ci fosse più nulla da scoprire.

Ma così non è.

La giovane Audrey si trova in Olanda proprio negli anni dell’occupazione tedesca. Sarà l’uccisione da parte dei nazisti dell’amato zio Otto, unica figura maschile di riferimento dal momento che il padre viveva in Inghilterra dopo la separazione dalla moglie, ad avvicinare la ragazzina alla Resistenza.

Mettendo a rischio la propria vita, Audrey comincia a consegnare cibo ai soldati britannici, a fare da staffetta per le informazioni e i giornali clandestini, a danzare per raccogliere fondi per i gruppi di resistenti nelle Serate nere, così chiamate perché le finestre venivano oscurate.

Di questo impegno, Audrey parlò pochissimo e con vaghe allusioni. Né amava parlare della fame e degli stenti che aveva dovuto sopportare in quegli anni, la dieta di guerra la chiamava, e che ne avevano segnato la salute e il fisico.

La mostra Intimate Audrey

Audrey Hepburn: mostra Intimate Audrey

Dopo  Amsterdam  e Bruxelles arriva a La spezia la mostra Intimate Audrey presso la Fondazione Carispezia

La mostra è un omaggio  ai 90 anni dalla nascita dell’attrice e voluta fortemente dal  figlio Sean Hepburn Ferrer.

Tra foto, ricordi personali, scritti, disegni e oggetti, la mostra è divisa in diverse sezioni che ripercorrono alcuni dei momenti più importanti della vita dell’attrice: l’infanzia a Bruxelles con la famiglia d’origine, i successivi trasferimenti a Londra, negli Stati Uniti, in Italia, il matrimonio in Svizzera con Mel Ferrer e la nascita del figlio Sean, gli amici, fino agli anni in cui si è dedicata con un impegno smisurato alla filantropia, che le è valso l’Oscar umanitario.

La mostra comprende anche spezzoni dei suoi film più famosi e video-interviste dell’attrice.

L’ultimo  giorno  per accedere alla mostra è stato  fissato per il 1 marzo 2020 (info sul  sito  della Fondazione).

Per concludere: arrivederci  Audrey 

Poco  più  di novecento parole: sono queste che ho utilizzato per scrivere quest’articolo (o post se volete), non sono nulla per descrivere la vita di una delle più grandi e intelligenti  attrici che oggi avrebbe compiuto la veneranda età di  novant’anni.

Per terminare penso che non ci  sia di meglio  che ascoltare Moon River per rivivere la magia che Audrey Hepburn ci  ha regalato  con  le sue interpretazioni in film di  successo.

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

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