Al Azif ovvero il Libro delle leggi che governano i morti

Al Azif

Non è morto ciò che può vivere in eterno.

E in strani  eoni anche la morte può morire

Abdul Alhazred – Necronomicon⌋ 

H.P. Lovecraft, due parole introduttive 

Consapevole del  fatto  che non avrei  nulla da aggiungere alla biografia di  H.P. Lovecraft se non fare un ignominioso copia e incolla da altre fonti, per tutto  quello  che c’è da sapere sulla vita  dello scrittore di  Providence (a cui  inizialmente si  è anche ispirato  Stephen King) vi  rimando al box seguente il cui  contenuto  è tratto interamente da Wikipedia (togliendo  a voi  il fastidio di cambiare pagina e a me l’interesse affinché rimaniate qui).

In  questo articolo mi concentrò più che altro sull’invenzione di  H.P. Lovecraft riguardante il Necronomicon da considerare, forse, il più famoso  dei  pseudobiblia.

Inoltre, in un successivo articolo, scriverò di un (improbabile) viaggio  di Lovecraft nel  nostro Polesine.

Howard_Phillips_Lovecraft

 Al Azif del poeta pazzo Abdul Alhazred 

 Il Necronomicon, opera originale dal nome arabo  Al Azif – dove la parola Azif in arabo è l’allocuzione per indicare gli  strani  suoni  notturni  che si  odono nel  deserto e che si  vuole associare alla voce dei demoni – fu  scritto da Abdul Alhazred, poeta nativo  di  Sanaa capitale dello  Yemen, vissuto  nel periodo del  Califfato  Omayyade nell’ottavo  secolo d.C.

Si  racconta che egli arrivò a trascorrere dieci  anni  di  completa solitudine nel Rub’ al-Khali (il deserto  chiamato Quarto  vuoto  dagli  arabi e dove, si  presume,  il nostro  Abdul incominciò a dare segni  di  pazzia), questo  dopo  aver esplorato le catacombe deserte di Menfi fino  ad arrivare alla mitica  Irem (la Città dalle Mille Colonne) trovandovi  le tracce di una civiltà antichissima, più antica di  quella umana, che adoravano  due divinità chiamate Yog e Cthulhu.

Al Azif

Dopo  queste sue peregrinazioni  si  stabilì a Damasco dove scrisse l’Al Azif: in questa città morì nel 738 d.C. (racconti  postumi  alla sua dipartita narrano di una fine agghiacciante divorato  da un mostro in pieno  giorno nelle vie di  Damasco).

Al Azif era un grimorio, cioè  un manuale per evocare spiriti  e demoni, molto  diffuso, se pur in segreto, tra  i filosofi antichi: nel 950 venne tradotto in greco  dal  filosofo Teodoro Fileta che gli  diede il nome di  Necronomicon, testualmente il Libro  delle leggi che governano i morti .

La Chiesa, ovviamente, non ci pensò molto  a mettere a bando il testo  magico e infatti nel 1050 il vescovo  Michele, patriarca di Costantinopoli, diede ordine di  bruciare tutte le copie del libro  maledetto.

Nel 1232 papa Gregorio IX mise il Necronomicon nell’Index Expurgatorius antecedente all’Index librorum prohibitorum voluto da papa Paolo IV nel 1559.

Ma non tutte le copie finirono  al  rogo, tanto  che il danese Olaus Wormius nel 1228 tradusse in latino l’Al Azif basandosi su un testo in greco di  Fileta.

Della traduzione  di  Wormius si  ebbero in seguito  due stampe verso  la fine del XV secolo quella in tedesco, due secoli  dopo  quella in lingua spagnola.

Potrei  continuare citando altre storie e atri  personaggi che ruotano intorno  al  Necronomicon, sennonché tutto  questo  BLABLABLA lo si può considerare come un divertissement di  Lovecraft per l’interesse nato intorno alla creazione del suo pseudobiblia: il Necronomicon

 

Quando nasce il termine pseudobiblia?
Il primato  dell’utilizzo del  termine pseudobiblia, in riferimento a libri inesistenti inseriti in opere di  finzione, è da attribuire allo  scrittore americano Lyon Sprague de Camp (New York, 27 novembre 1907 – plano , 6 novembre 2000) riportato  nell’articolo The Unwritten Classics pubblicato sulla rivista The Saturday Review of Literature del 29 marzo 1947

Al Azif

Al Azif: eppure Lovecraft lo  aveva detto

Lo stesso  Lovecraft si  stupì come le persone diedero per vero la storia dell’Al Azif e del personaggio  (fittizio) che lo  scrisse e cioè il poeta pazzo Abdul Alhazred.

 Lovecraft inoltre confessò, in una lettera scritta al  suo  amico epistolare Frank Belknap Long, che il nome Alhazred fu  da lui inventato come pseudonimo dopo  che da giovane era rimasto  affascinato  dalla lettura del  Mille e una notte – lo scrittore e critico  letterario inglese Malcolm Skey si  spinse nel  dire che Alhazred è la contrazione della frase inglese all  has read (in italiano ha letto  tutto) per la sfrenata passione per la letteratura del  giovane Lovecraft –

Vedendo  che ogni  suo  sforzo per ristabilire la realtà delle cose era vano, Lovecraft si  divertì ad avvalorare la tesi  dell’esistenza del  Necronomicon tanto da stilare un elenco  di  collezioni  private inaccessibili dove copie del  Necronomicon erano  custodite, tra le quali  quella del British Museum (istituzione notoriamente esistente), e quelle nella Miskatonic University Library di  Arkham nel  Massachusetts (altra invenzione di HPL che, in un certo  senso, mostra un lato ironico del suo  carattere).

Addirittura quando Willis Conover, altro  suo  compagno  epistolare, gli inviò una copia di una rivista amatoriale in cui, quello  che diventerà un famoso scrittore  di  science fiction (ogni  tanto  anche a me scappa la mania dei  termini in inglese) e cioè Donald A. Wollheimriportava la traduzione del  Necronomicon dall’originale in lingua araba fatta da W.T. Faraday stette al  gioco dicendo  di  aspettare la traduzione completa per aiutare l’autore nel  correggere qualche eventuale errore.

Sennonché, nel  rispondere a Conover, aggiunse:

Se la leggenda del  Necronomicon continua a crescere   in questa maniera, la gente finirà per crederci  veramente, e accuserà me di  falso per aver affermato di  averlo inventato io

Il gioco  continua 

Nel 1941 l’antiquario Philip Duchêsnes di  New York inserì nel proprio  catalogo l’opera attribuendone il valore di acquisto pari  a 900 dollari  (una somma considerevole per l’epoca) trovando,  con sua grande sorpresa, numerose richieste di  acquisto  anche a una cifra superiore di  quella iniziale.

Nel 1962 la più autorevole rivista di  bibliofilia degli  Stati Uniti, la Antiquarian Bookman, pubblicava nella rubrica di  libri antichi in vendita l’offerta di una copia del  Necronomicon proveniente dalla Miskatonic University (vi  ricorda qualcosa?)

Infine, per concludere quello  che sarebbe  un lungo  elenco di  scherzi su Al Azif, cito la California University dove qualche decennio  fa  appariva nel  catalogo  della sua biblioteca la scheda di  carico  del  Necronomicon.

Se avete qualche nota da aggiungere o  suggerimenti  aspetto  vostro notizie.

Se volete continuare a leggere qualche altra storia su  H.P. Lovecraft venite prossimante con me in Polesine⌋ 

Il libro in anteprima 

H.P. Lovecraft, maestro americano della letteratura fantastica del Novecento, ha dato vita nei suoi racconti a un vero e proprio sistema mitologico, i cosiddetti Miti di Cthulhu.

Per fornire a questa mitologia una base storica, l’autore produsse l’esistenza di un libro magico, il Necronomicon, scritto nell’VIII secolo d.C. dall’arabo yemenita Abdul Alhazred.

Oltre alla biografia immaginaria dell’arabo, Lovecraft inventò per il Necronomicon una cronologia fittizia, Storia e cronologia del Necronomicon, creando un ambiguo mistero che si è protratto per anni, e che ha portato alla pubblicazione in tutto il mondo di innumerevoli versioni del libro maledetto.

Il volume presenta i racconti in cui Lovecraft ha introdotto, descritto, citato il Necronomicon, ponendo le basi del suo mito. Tra questi vi sono classici come L’orrore di Dunwich (1928) e Il caso di Charles Dexter Ward (1928), Colui che sussurrava nel buio (1930), Le montagne della follia (1931) e L’ombra venuta dal tempo (1934).

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