A tutto swing con Natalino (Otto)

Swing
©caterinAndemme

Ma Cristoforo  Colombo dov’è nato?

Non che io  sia particolarmente interessata a dove sia nato messer Colombo ma, per dovere di  cronaca, alla lunga lista dei luoghi  che vantano i  suoi  natali negli ultimi  anni  si  è  aggiunto il paese di  Cogoleto nella riviera ligure di ponente.

La tesi, suffragata da indagini  da parte di  studiosi  locali negli  archivi  spagnoli ,  è stata subito messa in dubbio  da  altri  studiosi ( sempre locali): a questo punto, come una specie di  Frankenstein, penso  che Cristoforo Colombo  sia nato un pezzo  qui ed un pezzo là e poi  assemblato  chissà dove.

Se non Cristoforo (Colombo) a Cogoleto è certamente nato Natalino  Codognotto.

Per quelle come me che, essendo più giovani  della regina Nefertiti ma un po’ meno rispetto  alle sorelle Hadid  (se siete curiose(i) di  conoscerle andate su  questa questa pagina), il nome di  Natalino Codognotto sarebbe quello  di un perfetto  sconosciuto senonché, richiamando il suo nome d’arte e cioè Natalino Otto,  la memoria si  risveglia, specie quella legata allo  swing.

Natalino Otto

Natalino (Otto o Codognotto: fate voi) nasce appunto a Cogoleto il 25 dicembre 1912 – chissà perché lo hanno  chiamato  Natalino? restandovi giusto i  suoi  primi  anni dalla nascita perché la famiglia si  trasferì  ben presto nella vicina Genova.

Crescendo  Natalino  Otto  dimostrò di  avere subito nel  sangue la predisposizione e la passione per uno stile di  musica, appunto  lo  swing, lontano  anni luce dalle melodie di  allora.

Un altra sua passione erano i lunghi  viaggi  sui  transatlantici che percorrevano  le rotte tra Europa e il nord America – tra l’altro,  nel 1912 l’anno  della sua nascita, affondò il Titanic –  unì, quindi, l’utile al dilettevole imbarcandosi come musicista nelle orchestre di  bordo.

Grazie a questa sua professionalità accompagnata da una forte personalità, tra il 1935 ed il 1937, lavorò per una radio  italo – americana accrescendo la sua fama.

Per il regime la sua era musica da negri

Non parlo  del fascismo  di oggi ma di quello  di  ieri, anche se la sostanza è la stessa.

L’America regala a lui  e al  mondo due stili   musicali che nell’Italia del  fascismo vengono  considerati degeneri in quanto  musica da negri: il jazz e lo  swing.

Così  per quella ottusità culturale (che purtroppo si  è trasmessa fino  ad oggi) per il  regime anche i nomi  stranieri  devono  essere italianizzati: così Louis Armstrong divenne Luigi Fortebraccio e Benny Goodman si trasforma in Beniamino Buonuomo.

A farne le spese per  questa asfissiante mediocrità culturale (sto parlando  di  allora e non di oggi, anche se…) è anche Natalino Otto che vede censurate i suoi  brani  dall’Eiar  (Ente italiano  audizioni  radiofoniche).

Per quanto  un regime possa essere forte nulla può contro  la voglia di  leggerezza e divertimento insita specie nei più giovani:  così la fama di  Natalino Otto, nonostante la censura,  cresce anche grazie alla collaborazione con i più grandi musicisti  e direttori  di orchestra di  allora quali, ad esempio, Gorni  Kramer e Pippo Barzizza.

Non accontentandosi del  ruolo  di interprete dello  swing, nel 1945 ricopre il ruolo  di  attore nel  film di  Riccardo  Freda Tutta la città canta.

Terminata  la guerra con il conseguente crollo  del  fascismo, l’Italia vuole rinascere e lo  fa anche con nuove forme di  spettacolo canoro    come il Festival  di  Sanremo (nel 1951 la prima edizione) in cui  anche Natalino  Otto  parteciperà aggiudicandosi  il terzo  posto  nel Festival del 1955.

Naturalmente quanto  ho  scritto  è solo una piccola sintesi  della vita artistica di  Natalino  Otto che, senz’altro, sarebbe stata ancora più ricca considerando  che morì a 57 anni il 4 ottobre del 1969.

Una piccola curiosità

Un’altra passione dell’artista era quella di  scoprire nuovi  autori: un giorno, siamo  negli anni ’60, qualcuno  gli  porta una lacca di un gruppo  inglese che nessuna casa discografica voleva produrre.

Natalino  Otto rimase ammaliato  dal loro  modo  di  suonare , tanto  da fargli dire: <<Questi  ragazzi rivoluzioneranno la musica>>.

Loro  erano  i Beatles.

Noi, invece ci  rivediamo lunedì prossimo: buon fine settimana.

Alla prossima! Ciao, ciao………….


PLAYLIST

Non potevo  che terminare con un brano  di  Natalino  Otto………….

 

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