E tutti quei libri andranno perduti nel tempo………..

7 vite per leggere
CaterinAndemme ©

Quante parole vi  sono in 80.000 libri?

Pur avendo in casa  un discreto  numero  di libri, non arrivano  certo  ad essere   ottantamila volumi e, in ogni  caso,  a meno  di non essere affetta da qualche  maniacale dipendenza per i  numeri , non mi metterei  certo  a conteggiare le parole quanto piuttosto  metterle in fila, una dietro  l’altra, per raccogliere la storia racchiusa in ognuno dei libri.

A questo punto la domanda è un’altra: quanto tempo  occorre per leggere ottantamila libri?

Ovviamente bisogna anche tener conto  delle dimensioni,  in numero di pagine, dei  singoli libri: ad esempio Artaméne, scritto nel 1649 da Madeleine de Scudery,  è composto  da due milioni di parole divise in dieci  volumi (non chiedetemi  chi e perché si  era sobbarcato l’incarico  di  contarle) mentre un manuale per la coltivazione dei  tuberi (chi non ha in casa un manuale per la coltivazione dei  tuberi?) sarà senz’altro un lillipuziano  al confronto  del precedente

Dopo  questo breve preambolo (fin qui  ho  scritto solo 160 parole) la domanda che sorge spontanea è: perché Caterina (cioè io) si è fissata con il numero 80.000?

Perché questo è il numero  di libri  che padre Sergio  De Piccoli ha raccolto  nella sua canonica a Marmora in Valle Maira (bellissima) a 1580 metri di  altitudine.

In questa biblioteca montana i libri  raccolti, in parte regalati ed altri  acquistati dal frate benedettino, si possono trovare titoli di ogni  genere (forse anche il nostro  manuale del  tubero) come collane intere di un certo pregio che, nel  tempo, hanno  attirato  fin lassù studiosi (sembra anche Umberto  Eco), persone che cercavano volumi ormai  fuori  catalogo  e semplici  curiosi.

Eppure, parafrasando parte del monologo finale dell’androide Roy Batty in Blade Runner:

E tutti  quei libri  andranno perduti  nel  tempo,

come lacrime nella pioggia…

Purtroppo  nel  2014 padre Sergio De Piccoli è morto lasciando la gestione  della sua passione di bibliofilo al  suo  assistente: ma il problema nasce dal  fatto  che la Diocesi  di Saluzzo rivuole indietro la canonica dando, di  fatto, lo  sfratto ai libri  che sono proprietà del  Comune di  Marmora.

Infatti, nel 2007, padre Sergio  de Piccoli aveva, attraverso un atto notarile, per così dire regalato al  Comune di  Marmora il suo  tesoro con un’unica condizione che i libri  dovevano  restare nell’ambito  del paese.

Marmora ha solo 65 abitanti quindi è facile intuire come sia difficile per un comune così microscopico  trovare le risorse finanziarie per costruire una nuova biblioteca per raccogliere tutti  quei  volumi (a dire il vero un progetto  si  era fatto, ma i  soldi per realizzarlo furono insufficienti).

Ci sarebbe la possibilità del  trasferimento  ad altre biblioteche (sfidando  le ultime volontà del  benedettino) ma occorrerebbe sia la volontà da parte di  esse anche di  farsi  carico  delle spese di  trasporto, catalogazione e d altro  ancora.

Insomma un universo di parole rischia di  scomparire in un buco  nero  d’indifferenza 

Alla prossima! Ciao, ciao………………..


Libri in vetrina

Visto  che abbiamo parlato  di libri, nel  box un’anteprima delle novità in libreria (offerto  da Il Libraio)

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