Oggi vi propongo I Ching ovvero: Il Libro dei Mutamenti

L’oracolo e gli esagrammi
Caterina Andemme ©

Se avessi  la possibilità di  possedere una sfera di  cristallo  per conoscere il futuro, cosa ne farei?

Semplice: la utilizzerei come boccia per metterci  dentro i pesciolini  rossi.

Sarebbe triste sapere ciò che ci  aspetta nel  domani  (che non è necessariamente sempre qualcosa di  brutto (su, un po’  di ottimismo non guasta mai), senza considerare poi che la vita è quella che scorre di momento in momento.

Devo  ammettere, però, che qualche volta mi piace dare una sbirciatina in quello che potrebbe essere una svolta nella mia vita (ad esempio un matrimonio  rimandato  ad interim non per mia volontà).

Tralasciando la sfera di  cristallo momentaneamente   occupata dai  pesci  rossi, l’aiuto  di quelli  che si  sono   appena diplomati  nella  Scuola di Magia e Stregoneria   di  Hogwarts e gli oroscopi criptici  di  Marco  Pesatori (già detto, vero?), non mi resta che affidarmi  alla millenaria sapienza del:

I Ching – Il libro  dei  Mutamenti  

Anche in questo  caso  bisogna fare una decisa cernita tra gli innumerevoli  libri che trattano  dell’argomento, perché I Ching, per la loro  millenaria esistenza nella cultura cinese, meritano  un’attenta valutazione di  cosa si  sta andando  a leggere.

Quella che io  considero l’opera prima de I Ching Il Libro  dei  Mutamenti  è la versione tradotta dal testo originale cinese del  sinologo tedesco  Richard Wilhelmgrande amico di Carl Gustav Jung che curò la prefazione al  suo libro.

Dell’I Ching si possono dire almeno tre cose singolari: che non ha età, che non è un libro e che è la massima approssimazione attraverso i segni alla vita stessa. Secondo la leggenda, gli otto trigrammi dell’I Ching (che non sono ideogrammi, ma sequenze di linee intere e spezzate) apparvero come segni incisi sul guscio di una tartaruga primordiale. Non si sa chi li abbia incisi: non certo un uomo e neppure un dio personale. Piuttosto: l’invisibile mano del cielo. Che cosa indicano gli otto trigrammi (e i sessantaquattro esagrammi in cui si compongono)? La totalità degli stati  attraverso cui passa l’esistenza, attraverso cui passiamo noi nel momento in cui interroghiamo questo che fondamentalmente è un libro di oracoli. Ma a differenza degli oracoli occidentali, che inchiodano sempre alla lettera di una risposta e perciò contengono in sé qualcosa di rigido e sinistro, l’I Ching ci offre una situazione nel suo formarsi e nelle sue potenzialità, qualcosa di fluido, impalpabile, trascinante come è la vita stessa. E si può dire che nulla di scritto, dall’apparizione di quella testuggine cinese, si sia altrettanto avvicinato alla pulsazione segreta del mondo.

Dall’introduzione de Il Libro dei  Mutamenti – I Ching di Richard Wilhelm con prefazione di C.G. Jung 

Come scrive lo  stesso  Jung nella prefazione, Il Libro  dei  Mutamenti non deve essere interpretato  come una semplice raccolta di  formule magiche (vizio  di  alcuni), quanto un complesso  sistema alla cui  base c’è il concetto  di  sincronicità, riflesso della  mentalità cinese che  considera la coincidenza nello  spazio  e nel  tempo degli  eventi  che  per noi  occidentali sono  causali, cioè   una serie di  eventi  che evolvono linearmente l’uno dall’altro.

Ammetto  che il libro  di  Richard Wilhelm non è di  facile lettura (almeno  non lo è per me): io  stessa ho incominciato  a leggerlo, l’ho riposto per un po’ di tempo  per assimilarne i  concetti e di  tanto in tanto ne riprendo  la lettura per avanzare ancora un po’  nella conoscenza e nella pratica di  ciò che I Ching vogliono  insegnare.

Come vedete ho tralasciato (anche volentieri) il metodo  pratica per la costruzione degli esagrammi, cioè quello  che riguarda l’utilizzo  di  tre monete a cui dare uno  specifico valore, questo non per pigrizia, ma per il  semplice fatto che in rete troverete spiegazioni molto più dettagliate di  quelle che posso fornire io (già il link ad inizio  articolo è un buon punto  di partenza).

Ho parlato dell’esistenza di  diversi libri dedicati  a I Ching oltre a quello di  Wilhelm, tra questi alcuni scritti con molta leggerezza, mentre altri con più serietà come il libro  di Augusto Shantena Sabbadini di cui  vi propongo  l’anteprima a conclusione del post.

Alla prossima! Ciao, ciao……………….

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