Self Publishing e il tuo libro non verrà cestinato (magari solo dimenticato)

Scrivono tutti: dalla scimmia instancabile del  teorema omonimo, fino  ai  piani  alti  del  Creato, dove schiere di ghost writer non avendo nulla da fare (l’eternità è lunga da vivere) si cimentano  in gare di  poetry  slam dove la giuria è  composta da diavoli  e santi (alla competizione non sono ammesse le anime del purgatorio: questa è vera discriminazione).

Da ciò mi sono detta: perché non scrivo  anch’io  un libro?

A dir la verità ci  penso  già da molto, avendo in mente titolo  e trama: Le tre donne di  Fortunato, in cui non ci  sarà spazio per omicidi, horror,  splatter,  erotismo  hard (neanche quello  soft), alieni  persi sulla Terra e terrestri persi in un mondo  alieno.

Allora cosa mai  ci  sarà di  così bello (permettermelo l’aggettivo) da leggere? Per l’appunto: una storia.

Solo  che, a parte il  titolo, per il momento  il racconto  è ancora allo  stadio grezzo, cioè è ben presente nella mia mente un canovaccio da mettere per iscritto. Quindi passerò alla prima stesura, le correzioni  della prima stesura, la seconda stesura perché nella prima le correzioni  saranno  tante da dover riscrivere tutto.

Poi ci  sarà la fase in cui  costringerò amiche, amici  e lui, a leggere  il frutto  della mia creatività fornendo  giudizi sinceri (mamma mia!!).

Quindi, in circa una trentina d’anni, dovrei farcela a pubblicare il mio  romanzo.

Non sceglierò nessun editore, sicura del  fatto che la copia inviata con molta speranza, avrà quel  tanto di  vita che occorre per passare dal  tavolo  dell’editor   al  cestino  della carta (per lo meno  verrà riciclata).

Il self publishing  sarà l’ancora che mi salverà dall’incomprensione del  mio  genio letterario da parte delle case editrici, in questa maniera sarò al tempo  stesso editrice, lettrice ed unica acquirente dell’unica copia venduta.

L’idea del  self publishing mi è venuta leggendo un articolo  de La Lettura   a riguardo  dello scrittore inglese (ma che vive in Slovacchia) Robert Bryndza  il quale con il suo  thriller  La donna di  ghiaccio (anteprima a fine articolo), ha venduto più di un milione di  copie, la maggior parte tramite ebook a 99 centesimi.

Il successo  del libro è stato  soprattutto dovuto  al passaparola tra i book blogger , cioè quei  blogger che parlano  di libri  ( ma guarda un po’) e che hanno molto  credito  tra  i lettori sempre alla ricerca di novità.

Oltre a questo,  sono  stati  attivati  tutto  i canali  social  per una maggiore visibilità dell’autore e del  suo libro.

Anch’io, spendendo la bellezza di novantanove centesimi, ho acquistato  l’edizione digitale (si può anche acquistare in cartaceo): all’inizio ho trovato la trama già molto  simile ad altri  thriller:  vittime assassinate con un rituale ripetitivo  e macabro, la bella investigatrice testarda e così via: all’inizio  mi  ha annoiata e solo  dopo  metà libro finalmente la trama è diventata più interessante.

No, non sono invidiosa dell’autore.

Alla prossima! Ciao, ciao………….. 


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