In viaggio verso le stelle e mondi alieni

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Mi domando  se le stelle sono illuminate è perché ognuno un giorno  possa trovare la sua

Antoine de Saint Exupéry

In viaggio  verso  le stelle con la fantascienza

La fantascienza   ha aperto la mente alla  possibilità dell’incontro della nostra civiltà con una aliena:  peccato  che, a parte di pochissime eccezioni, l’alieno in questione sia stato  sempre visto come un predatore del  tipo  Alien & C.

Del  resto, vista l’attuale situazione in cui  viviamo  a causa della pandemia, penso  che un ignaro ET in visita sulla Terra verrebbe immediatamente messo in quarantena o magari multato per aver contravvenuto alle regole del distanziamento  sociale.

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Julie Novakova

Julie Nováková, astrobiologa e scrittrice di  successo, la pensa diversamente, tanto  da collaborare con l’European Astrobiology Institute   per la divulgazione e l’educazione per l’appunto dell’astrobiologia.

Il suo impegno si  concentra in una raccolta di  racconti  di  fantascienza scritti  da   autori celebri ( sono assenti autrice come Ursula Le Guin)  e incentrati  sulla scoperta di forme di  vita abitanti  di  altri pianeti.

Strangest of Hall è il titolo dell’opera liberamente scaricabile da questa pagina  (se non volete leggerlo  direttamente da qui):

Strangest-of-All-Anthology-of-Astrobiological-SF

All’Italia  piace viaggiare verso  le stelle

Parlare di  imprese  spaziali significa per noi  italiani  associare il concetto a nomi  quali Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano, Franco  Malerba e altri (l’elenco  completo lo potete trovare in questa pagina di  wired.it).

La  voglia di  spazio  italiana non si  ferma ai nomi dei nostri  astronauti : a parte Galileo Galilei, nel  corso  dei  secoli gli  scienziati  italiani  coinvolti nella scoperta dell’Universo hanno  avuto il privilegio di vedere il loro  nome associato a crateri lunari, asteroidi, comete e altri  corpi  celesti.

Eppure non si  vive solo di  stelle ma anche di denaro: la Space – Economy è il motore economico  che già da adesso muove ingenti  capitali e che nel  futuro la farà ancora di più.

La semplice slide che vedete in basso (sempre opera dell’assistente Gatto  Filippo) può rendere l’idea, mentre per un approfondimento  preferisco  rimandarvi alla pagina dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana)…..ma poi  ritornate qui!

I giovani non  hanno  la testa tra le nuvole, ma nello  spazio

Ultimamente i giovani  sono il bersaglio preferito  nei  media in relazione alla movida  (termine ormai desueto) e gli  epiteti che si  possono ascoltare o  sentire su  di  loro  vanno  dal  classico menefreghisti, al più rustico debosciati per terminare con il rude e testosteronico  teste di *****  (lascio a voi riempire gli  asterischi con la parola mancante).

Al  contrario  non si  vuole parlare dei giovani sottopagati, sfruttati e di  come per loro la parola futuro è a tinte fosche.

Poi, i più fortunati,  sono i cosiddetti cervelli  in fuga che al  termine degli  studi  trovano opportunità di  lavoro (e stipendi proporzionati) all’estero.

Qualcuno  di loro, poi, vede nella Space economy ulteriori possibilità di  lavoro: nel  totale delle ventidue nazioni  che fanno parte dell’Esa (European Space Agency) gli italiani  che hanno fatto  domanda all’Agenzia rappresentano più di un terzo  del  totale e, molto importante sotto ogni punto di vista, è che l’Italia è al primo posto per le candidature femminili.

Concludo con le parole di Fëdor Dostoevskij tratte dal  suo  racconto  giovanile (1848) Notti  bianche:

Era una notte meravigliosa, una di  quelle notti che possono  esistere solo  quando  siamo  giovani, caro lettore.

Il cielo era così pieno  di stelle, così luminoso, che guardandolo  veniva da chiedersi: è mai  possibile che vi  sia sotto questo  cielo gente collerica e capricciosa? ⌋   

Il libro

Nell’articolo  ho  citato Ursula Le Guin, quindi pubblico l’anteprima del suo romanzo  I reietti dell’altro pianeta.

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C’era un muro… Come ogni altro muro, anch’esso era ambiguo, bifronte.

Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava.

Sui dei fronti del muro, due pianeti gemelli, Urras e Anarres, illuminati da uno stesso sole ma divisi da una barriera ideologica antica di secoli. Urras è fittamente popolato, tecnologicamente avanzato, ricco, florido, retto da un’economia liberista. Da qui sono partiti nella notte dei tempi i seguaci di Odo che hanno colonizzato l’arido Anarres, fondandovi una comunità anarchico-collettivista che non conosce concetti come proprietà, governo, autorità. In questa società apparentemente perfetta nasce Shevek, genio della fisica alle prese con un’innovativa teoria del tempo, un vero cittadino del cosmo che dedicherà la vita ad abbattere il muro che separa da sempre i pianeti gemelli.

Un’ambigua utopia, come recita il sottotitolo originale del romanzo, I reietti dell’altro pianeta è una grandiosa narrazione che, fingendo di parlare del futuro, racconta il mondo di oggi. Un classico della science fiction del Novecento che, caso quasi unico, ha ricevuto i due più importanti riconoscimenti del genere, il Nebula e l’Hugo.

 

 

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥