Alfred Hitchcock: da Psycho a Genova in mostra

Hitchcock

Anche se girassi un film su  Cenerentola, il pubblico  cercherebbe qualche cadavere nella carrozza.

Alfred Hitchcock

Alfred Hitchcock e Psycho 

Prima del 1960 la doccia era vista come un momento  di piacevole relax (individuale o  a coppie, dipende) poi, con l’uscita nelle sale cinematografiche di  Psycho, le cose cambiano: la lunga sequenza della doccia, dove la protagonista Marion Crane (l’attrice Janet Leigh) dopo quarantacinque minuti  dall’inizio  del film, viene accoltellata dallo  squilibrato Norman Bates (Anthony Perkins).

E’ l’inizio di una lunghissima sequela di  scene sotto doccia che riguardano film, thriller, horror, anche comici e, naturalmente, erotici.

Forse fra tutti i registi  che si sono cimentati a seguire le orme di  Alfred Hitchcock il migliore è stato Brian de Palma (guardate questa sequenza tratta da Carrie lo sguardo di  Satana).

A questo punto godiamoci  (si  fa per dire) la famosa scena della doccia in Psycho 

Si  dice che Alfred Hitchcock pagò Robert Bloch, autore di  Psycho una miseria confessando a Françoise Truffaut che di  tutto il libro  gli interessava solo  la parte riguardante la scena della doccia.

Guido Vitiello, professore di  Teoria del  cinema  presso il Dipartimento di  Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza di Roma, ha recentemente scritto il saggio Una visita al Bates Motel facendone una rilettura con riferimenti all’erotismo  misterico sottinteso  nella pellicola.

Hitchcock

Questa indagine nasce da una serie di indizi curiosi: un refuso rivelatore – Psyche invece di Psycho – nel primo trafiletto che annunciava il nuovo progetto di Hitchcock. Una statuetta di Amore e Psiche di Canova che s’intravede in una scena del film. Una sibillina dichiarazione del regista, che presentò Psycho alla stampa come un’« escursione nel sesso metafisico ». Continua con un’ispezione dei luoghi del delitto ormai disabitati: il Bates Motel e la casa arcigna in cima alla collina, che Hitchcock volle allestire come gallerie d’arte o Wunderkammern. E diventa una visita guidata che si svolge, con i brividi di prammatica, fra il bric-à-brac degli arredi cupi, e sotto l’occhio impassibile di uccelli impagliati. Una stanza dopo l’altra, il detective Vitiello – e dietro di lui, lo spirito di un Hitchcock mistagogo e sornione – ci aiutano a vedere la spettrale dimora vittoriana di Psycho come un musée imaginaire dell’erotica misterica, per le cui stanze si inseguono tre cicli mitologici infernali: Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Demetra e Persefone. E una scoperta sorprendente e a suo modo sinistra, alla quale tutto sommato vorremmo sottrarci. Ma forse è troppo tardi: come avremmo dovuto sapere prima ancora di aprire il libro, infatti, dal regno infero di Norman Bates non si esce con la stessa facilità con cui si entra.

( nota  tratta dal  sito di Amazon)

Hitchcock e le donne 

Storie presunte a parte, ad Alfred Hitchcock non si può negare la genialità e puntigliosità ma, a tutto  questo  si  aggiunge un lato  oscuro che riguarda il suo  rapporto  con le donne attrici protagoniste dei  suoi  film.

A tale proposito dal profilo tratto  dalla biografia che   Peter Ackroyd ha scritto  sulla vita del  regista (anteprima in lingua inglese)   esce fuori la figura di un uomo sessualmente represso che odiava il proprio  corpo e nel  contempo  voleva l’assoluto controllo sulle attrici  sia nel  set che nella vita privata.

Continuando nella descrizione che  Peter Ackroyd fa di  Alfred Hitchcock, non certo lusinghiera, racconta come lui amasse sussurrare alle orecchie delle attrici barzellette e storie volgari e come riversasse nei  suoi  film il bisogno di  concepire (idealmente) lo  stupro  e assassinio  di donne.

Se il libro è basato su  aneddoti, di  cui non sempre le fonti sono veritiere, altra cosa è quando la testimonianza rimane quella diretta  di un’attrice che ha dovuto  subire vessazioni  e approcci sessuali identificabili  con le stesse vicende avute nel  caso di Harvey Weinstein e alla conseguente nascita del movimento Me Too.

Tippi Hedren fu  protagonista nel 1962 del film di  Hitchcock Gli uccelli: lei  che aveva alle spalle solo piccole apparizioni  legate a corti pubblicitari, dovette sottoporsi a un durissimo  apprendistato tanto da arrivare ad essere ricoverata in ospedale per un forte esaurimento  nervoso.

Nonostante il fatto  che la lavorazione del film, oltre a una condizione nervosa negativa, le causò anche ferite al volto  perché Hitchcock volle in alcune scene Hitchcock volle utilizzare volatili  veri  e non meccanici, Tippi Hedren  ebbe un buon successo  tanto  da essere candidata al  Golden Globe come migliore attrice esordiente (e che vinse condividendo il premio  con Elke Sommer e Ursula Andress)

L’anno  successivo toccò sempre a lei  interpretare il ruolo  principale femminile nel nuovo film  di  Hitchcock Marnie con affianco il neo James Bond Sean  Connery 

La vita sul set per la Hedren  fu  ancora più difficile rispetto  a quella che aveva affrontato  con Gli  uccelli: Hitchcock in un certo  senso  la vedeva come un surrogato  di  Grace Kelly (la quale aveva rifiutato il ruolo in Marnie) fino a sviluppare nei  suoi  confronti una vera e propria ossessione che la giovane attrice sopportò in vista della possibilità di una brillante carriera.

La carriera di  Tippi Hedren  non decollò come lei  avrebbe voluto  e in seguito  ricoprì solo  ruoli minori in altri  film con altri  registi.

Nel 2012 la BBC basandosi  sulle interviste rilasciate a vari  media da Tippi Hedren  sul suo  tormentato  rapporto  con il regista, mise in onda il film The Girl – la diva di  Hitchcock con Sienna Miller e Toby Jones nei ruoli  principali  rispettivamente quelli  di  Tippi Hedren e Alfred Hitchcock.

La mostra 

Hitchcock

Alfred Hitchcock aveva una passione per Genova: proprio  in questa città girò  nel 1925 alcune scene del  film  Il labirinto  delle passioni suo  esordio  come regista a soli  ventisette anni.

Genova, quasi come un ringraziamento postumo per la scelta, dedica al  regista  la mostra Alfred Hitchcock nei  film della Universal  Picture  aperta fino all’8 marzo  prossimo (coincidente  con la Festa della Donna: da ricordare!)

Nel  box seguente tutte le informazioni  relative all’evento.

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Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥