Valanghe e Tavole (di Courmayeur): l’argomento

 L’alpinismo  inteso  come fatica media, legato  alla disciplina morale e ai  piaceri  contemplativi; la gente che affluisce nelle montagne si  divide in due schiere, i pigri  vincolati al mezzo meccanico, e gli  acrobati  senza gusto per la natura, attratti  dall’arrampicata – prodezza.

Funicolari, teleferiche, sbrigative ascensioni che si  fanno  a sedere.

L’alpinismo  contemplativo diviene sempre più faccenda degli anziani; la gioventù non ama la fatica e il rischio, a eccezione del  grande rischio  delegato ai  campioni.

Tratto  da Viaggio in Italia di  Guido Piovene

Dovrei  parlare di  valanghe e delle Tavole di  Courmayeur, ma prima..

Quando Guido  Piovene scrisse Viaggio in Italia erano  gli  anni ’50 cioè quelli  del boom economico  e della ricostruzione post guerra:  eppure, riferendomi in particolare al brano  d’introduzione (poi l’argomento  sarà il pericolo  delle valanghe), ho l’impressione che da allora, e per certi  aspetti,  le cose non siano  molto  cambiate.

Forse la contemplazione non è prevista nelle performance sportive di  alcune discipline legate alla montagna – sarà difficile in una gara di trail running vedere atleti  che si  fermano per ammirare la flora alpina o le evoluzioni  di un rapace – ma escludo  a priori che i più giovani, a differenza di  quello  che scriveva Guido Piovene,  non amano mettersi in gioco rischiando, alle volte, il più del  dovuto.

Ed è questo, secondo  me, il punto: la parola rischio è diventato il sinonimo di  sfida, più è alto  il rischio e maggiore sarà il grado  di  sfida che si  vuole affrontare per dimostrare a se stessi  (anche agli  altri) le proprie capacità.

In ogni  caso, chiunque frequenti l’ambiente di  montagna –  dall’escursionista all’alpinista, dal praticante dell’arrampicata sportiva fino  a coloro che utilizzano  la mountain – bike per scorrazzare sui  sentieri – è bene che abbia  sempre presente una serie di  regole le quali  sono  focalizzate in quel  documento  conosciuto  come Tavole di Courmayeur, opera dell’ingegnere e accademico  del Club Alpino Italiano Giovanni Rossi  (scomparso il 3 aprile 2018) consultabili  nel  box seguente

1995_Le_Tavole_di_Courmayeur

 

Le valanghe

Da semplice escursionista  amante dei trekking in ambiente non himalaiano, posso  supporre che non incontrerò mai lo Yeti e che il pericolo  di  essere coinvolta in una valanga è pari  allo  zero.

Ed è questo un mio  errore di  valutazione: perché se lo Yeti rimane relegato in Himalaya, non è detto che la sottoscritta trovandosi, ad esempio, a ciaspolare  su di un pendio nevoso, senza considerare minimamente le avvertenze meteo e nivali fornite dai  bollettini, possa essere la causa di un disastro.

Ovviamente, essendo molto prudente e presuntuosa, ciò non accadrà mai.

Non esiste un solo  tipo  di  valanga ma diversi:

  • Valanghe di  neve a lastroni
  • Valanghe di  neve a debole coesione
  • Valanghe per scivolamento  di  neve
  • Valanghe nubiformi
  • Valanghe bagnate

Per la descrizione di ogni  singolo  tipo  di  valanga (e per evitare la vergogna del copia -incolla), vi rimando  alla pagina del  sito del SLF

L’SLF è un centro di ricerca interdisciplinare e di servizi ubicato a Davos riconosciuto  a livello internazionale .

Circa 140 persone effettuano studi su temi quali neve, atmosfera, pericoli naturali, permafrost ed ecosistemi montani, sviluppando prodotti innovativi con i quali trovano applicazione pratica le conoscenze accumulate.

Il portale White Risk,  sempre dell SLF, è interattivo  e dedicato  alla prevenzione delle valanghe (diverse licenze a pagamento per l’utilizzo  completo).

Per valutare il grado di pericolo  di una valanga esiste la Scala Europea  del pericolo valanghe sintetizzata nell’immagine seguente:

Scala del pericolo delle valanghe

 

Per concludere dal progetto  Nivolab il pdf seguente è un’ulteriore indicazione sulla formazione delle valanghe e loro  composizione (vi  rammento che se volete ricevere nella vostra mail questo  pdf o latri  pubblicati  nel  blog, basta iscrivervi  alla newsletter e farne richiesta)

NIVOLAB Valutazione rischio valanghe

 

Ora vi  lascio  perché ho lo  Yeti in salotto e non è bello  fare aspettare gli  ospiti 

Alla prossima! Ciao, ciao…