Il conte di Cagliostro: mago e massone

Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo: al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza e se mi immergo nel mio pensiero rifacendo il corso degli anni, proietto il mio spirito verso un modo di vivere lontano da colui che voi percepite, io divento colui che desidero.
Alessandro, conte di Cagliostro

Il misterioso prigioniero di San Leo

San Leo
San Leo con la rocca dove venne imprigionato Cagliostro

Già a vederla da lontano quella rupe con sopra la fortezza incute un certo timore: poi, entrando a San Leo dall’unico varco di accesso, una porta larga tre metri o poco più, la percezione fisica del luogo diventa atemporale come se tutto quello che è fuori dalle sue mura appartenesse a un altra epoca distinta dal presente.

Va bene: mi sono lasciata coinvolgere da un’estemporanea esigenza di prosa e adesso ritorno a fare la blogger senza troppi BLABLABLA.

In effetti quando arrivai a San Leo avevo in mente la storia di Giuseppe Giovanni Battista Pietro Antonio Matteo Franco Balsamo che, nonostante questa sfilza di nomi, era un’unica persona meglio conosciuta come Alessandro, conte di Cagliostro.

A rinchiuderlo nelle prigioni di San Leo nel 1791 è il Sant’Uffizio dietro l’accusa di eresia e la paura che egli voglia fondare in Italia, a Roma, una nuova Grande Loggia del rito massonico – egizio (in realtà considerata dagli stessi massoni un’anomalia, per approfondimenti il sito di Silvio Calzolari storico delle religioni e orientalista…potete farlo anche dopo, alla fine della lettura del mio articolo).

In un primo momento il Sant’Uffizio aveva pensato bene di condannare a morte Cagliostro, poi lo stesso papa Pio VI commutò la condanna a morte in ergastolo.

Cagliostro, comunque, anche se prigioniero continua a far paura: per questo la sua detenzione in isolamento , in una cella la apertura è posta in alto (non per nulla si chiama il Pozzetto), è costantemente sorvegliato dai suoi carcerieri i quali erano obbligati a fare rapporto quotidiano alle autorità ecclesiastiche sulle condizioni del conte.

Il trattamento a lui riservato è ignobile: ogni sua richiesta o lamentela viene subito punita con bastonate e, se possibile, con un regime alimentare ancora più misero.

Alla fine, il 26 agosto 1795, non resta al cappellano del carcere don Luigi Marini che dire

Alle tre del mattino, il 26 agosto dell’anno 1795, Giuseppe Balsamo detto conte di Cagliostro è morto per un attacco di apoplessia, conseguenza naturale della sua anima ribelle e impenitente, senza aver manifestato alcun segno di pentimento e avendo rifiutato i Sacramenti, all’età di 52 anni, 2 mesi e 28 giorni

Le cronache di allora riferiscono che il cadavere venne seppellito nella nuda terra senza nessuna indicazione su chi fosse sepolto in quella tomba.

Si dice anche che due anni dopo e cioè nel dicembre del 1797, una soldataglia francese disseppellì i resti di Cagliostro forse nella vana speranza di trovare un tesoro accanto al cadavere.

C’è chi afferma che Cagliostro non morì in quel 26 agosto 1795 ma che invece venne fatto fuggire e passò gli ultimi anni della sua vita nascosto chissà dove..

Conte di Cagliostro: una persona oppure due?

Ritratto del conte di Cagliostro
Ritratto del conte di Cagliostro (XVIII secolo, autore sconosciuto)

Per lo studioso Raffaele de Chirico esisterebbero due personaggi e cioè il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo che vivono vite parallele legate da un rapporto di convivenza con una donna: Lorenza Feliciani moglie di Giuseppe Balsamo

Fu la stessa Lorenza Feliciani a denunciare Cagliostro al parroco di Santa Caterina della Rota. La denuncia venne trasmessa il 5 dicembre all’Inquisizione e, all’ultimo momento, la donna si rifiutò di firmarla ma ormai era troppo tardi perché in una riunione tra papa Pio VI, il Segretario di Stato e altri cardinali venne deciso l’arresto del conte di Cagliostro imprigionato in Castel Sant’Angelo (ma anche della moglie che venne rinchiusa nel convento di sant’Apollonia a Trastevere).

Tra le altre accuse, oltre a quelle legate alla sua attività di massone, per Cagliostro vi sono quelle infamanti di sfruttamento della prostituzione e quella, ancora più grave agli occhi degli inquisitori, di essere un eresiarca cioè il fondatore e capo di un’eresia

Il legale di Cagliostro, l’avvocato Carlo Costantini, tentò di alleggerire la posizione del suo assistito facendolo passare per un semplice ciarlatano (nel contempo far passare sua moglie come prostituta e quindi immorale e inattendibile per sostenere le accuse da lei precedentemente avanzate e che le servirebbero piuttosto per ricostruirsi quella vita di innocenza perduta nel prostituirsi).

Ovviamente Carlo Costantini non era Perry Mason e Cagliostro venne condannato.

Piccola biografia

Una breve ricerca del nome di Cagliostro su Google fornisce all’incirca 2.840.000 risultati: per cui quanto vado a scrivere è solo una goccia in quell’immenso mare di notizie che si possono trovare in rete.

Inoltre, alla fine dell’articolo e per completezza, troverete l’anteprima del libro Cagliostro del giornalista e scrittore Luigi Natoli (Palermo, 14 aprile 1857 – Palermo, 25 marzo 1941).

Nasce a Palermo il 2 giugno 1743 da una famiglia molto povera (qualcuno afferma che la famiglia fosse nobile e poi decaduta).

Per molti anni con la moglie Lorenza la sua vita è più simile a quella di un bohème che di un mago diventando, infine, un avventuriero che grazie alle sue (presunte) capacità paranormali arriva ad essere quel personaggio carico di mistero e fascino che lo fece viaggiare in Europa soggiornando a Londra ospite di nobili (soggiorno che gli valse uno delle sue cadute per poi riprendersi, a causa di frequentazioni maldestre) e a Parigi.

Dopo la disavventura londinese, a Parigi viene insignito del titolo di Gran Maestro dell’ordine dei Templari entrando a far parte di sodalizi che gli faranno da lasciapassare per le corti europee ricevendo sempre onori e tributi: fu ospite di Federico II di Prussia, di Stanislao di Polonia, di Gustavo III di Svezia, di Caterina di Russia (un’ altra Caterina molto famosa) e di Luigi XVI re di Francia: ovunque il suo repertorio fatto di fenomeni paranormali e miracolose guarigioni attraggono persone di ogni ceto.

Addirittura, dopo essere stato imprigionato alla Bastiglia per dieci mesi in seguito allo scandalo per il furto di una collana (innocente o colpevole, questo non lo so), alla sua scarcerazione, avvenuta il 10 giugno 1786 lo attendeva una folla raggiante che lo porta in trionfo.

In quest’occasione profetizzò rivolgendosi verso la Bastiglia:

Queste mura cadranno

Tre anni dopo, il 14 luglio1789, la Bastiglia venne presa d’assalto durante quella considerata come la Prima Rivoluzione francese

Parlando della sua preveggenza si racconta che quando era a Londra suggerì al suo segretario i numeri per vincere per tre settimane consecutive 1500 sterline giocando alla lotteria nazionale.

Chissà: potrei chiedere a un medium di mettermi in contatto con lo spirito del conte di Cagliostro per farmi dire i numeri del Superenalotto!
Alla prossima! Ciao, ciao…


Anteprima del libro Cagliostro di Luigi Natoli