Da Instagram alla prima fotografia (passando da Arles)


Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori

Henri  Cartier Bresson 

Da Instagram alla prima fotografia

 

La prima fotografia
La prima fotografia: Veduta da una finestra di una casa a Le Gras

La domanda che vi  faccio  oggi  è questa: la bella fotografia esiste ancora?

Se andiamo  a guardare l‘universo  diluviale delle immagini postate su  Instagram,  la maggior parte di  esse possono essere definite come piacevoli, belle, stupende: ognuna uguale all’altra.

Escludendo a priori quelle foto  di chi si  auto – promuove dichiarandosi personaggio  pubblico  (qualcuno  mi può dire cosa implica o cosa si  vuole comunicare definendosi personaggio pubblico?), quella che può sembrare  una mia critica (in effetti lo è) non è tanto  rivolto  alla qualità delle foto (ripeto belle, piacevoli e stupende) ma alla standardizzazione, soprattutto nelle immagini di panorama, dovuto  a un uso  esasperato  di Photoshop  e  della tecnica HDR    falsando, quindi, la realtà di ciò che lo  sguardo vede in vivo.

Voi  che siete attente lettrici potete accusarmi di  aver preso come spunto  di  questo mio BLABLABLA  quello  che il regista – documentarista Marco  Rossitti ha scritto  nel  secondo libro  della collana Montagne incantate: a parte il  consigliarvi  l’acquisto  di  questi libri  (dodici  in tutto con cadenza mensile), vi  dico solo  che si  tratta solo di una convergenza di pensiero.

La prima fotografia 

Per quanto  possa essere sgranata e priva di  ogni  significato estetico, l’immagine  nel  sottotitolo ha la particolarità di  essere considerata come il primo scatto  dell’arte fotografica: nel 1827 Joseph Nicèphore Niépce la realizzò osservando il panorama dalla finestra di una casa a Le Gras in Borgogna (altre fonti riportano  che il paese fosse Saint – Loup de Varenne)

Per quello  che era in effetti un esperimento, Niépce utilizzò una lastra di peltro coperta da Bitume di  Giudea preventivamente sciolto in olio  di lavanda.

Il Bitume di  Giudea è una miscela contenente bitume, standolio, argilla e essenza di  trementina.

Questa miscela è solubile nell’essenza di lavanda, ma può essere anche sciolta nell’alcool etilico e indurisce se esposto  alla luce

Fonte Wikipedia  

In seguito  la lastra venne esposta al sole per otto ore, dopodiché lavata con trementina e olio  di lavanda: questa tecnica inventa da Niépce non era altro che l’eliografia 

La prima fotografia venne donata da Niépce a Francis Bauer, progettista di  giardini  e membro della Royal Society, il quale tentò di interessare l’Associazione per ottenere finanziamenti allo  scopo di promuovere quella nuova invenzione, ma il risultato  di  questo interesse fu pari  al nulla.

Nel 1952, in Inghilterra, lo storico  della fotografia Helmut Gernsheim ritrovò fortuitamente l’immagine per consegnarla alla storia come il risultato di una riproduzione di un paesaggio

Le Rencontres de la Photographie 2019 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Arless

 

Non potevo  che concludere segnalandovi  la 50° edizione de Le Recontres de la Photographie nella città  provenzale  di  Arles dal 1 luglio  e fino  al 22 settembre di  quest’anno.

Per celebrare il cinquantenario di  questa importante manifestazione dedicata alla fotografia di  ricerca ( sarebbe più giusto parlare di Fotografia d’arte) il programma prevede 50 mostre divise in 8 sezioni distribuite in 24 siti  nella città di  Arles già ricca di monumenti  storici di  epoca romana e medievale.

Alla prossima! Ciao, ciao…