IMC e diete: l’argomento del giorno

Coltiva le tue curve: potranno  essere pericolose ma non potranno essere evitate

Mae West

IMC (Indice di  Massa Corporea) e diete

Siamo d’accordo  con Mae West che coltivare le proprie curve è un incentivo  per incrementare il nostro  sex appeal (senza dimenticare di  avere una testa e quindi intelligenza) ma, affinché le curve non si  dilatino all’infinito, dobbiamo  anche curare quello  che più prosaicamente viene definito come peso  forma.

Per raggiungere lo scopo, che non è quello  di  rassomigliare ad un’acciuga anemica, si  sprecano i suggerimenti sulle diete da seguire: il novanta per cento  di  esse sono  frutto (secondo me)  di mode e di esperimenti senza alcun riscontro  medico  o scientifico  che ne certifichi   la genuinità, ma lascia il solo  spazio  all’ingenuità di  chi  si  sottopone ad esse ( a tale proposito posso  affermare che è vero: l’aria non fa ingrassare).

Quello  della dieta (o delle diete mirabolanti) non è solo una questione della modernità: ad esempio Walt Whitman nel 1858, con lo pseudonimo di Mose Velsor, aveva una sua rubrica domenicale sul giornale The New York Atlas con il titolo Manly Health and Training rivolta al vero  maschio  americano  in contrapposizione all’europeo romantico pallido  e roseo  come una bambola (il giudizio  è quello  di  Whitman-Velsor).

Cosa doveva fare il maschio  ruspante americano secondo  il poeta scrivente, sotto pseudonimo,   per una rubrichetta domenicale (forse aveva un mutuo  da pagare)?

A parte praticare il baseball, la dieta suggerita doveva comprendere per colazione  una fettina  di  carne al sangue e solo  frutta per cena ( considerava la dieta vegetariana come una moda ridicola) il tutto  accompagnato  da   una buona birra o vino, mai troppa acqua.

Oggi, invece, il vegetarianesimo (e  la sua variante vegana) si contrappone  alla fettina di  carne per colazione suggerita da Velsor, questo mi trova in pieno accordo   (un po’ meno per il veganesimo) anche senza essere una vegetariana a tutto  tondo: se volete invitarmi  a cena sappiate che non mangio  carne di  vitello, di  cavallo  o  asino, tanto  meno  cani  e gatti, agnello, polpi e insetti  vari, ma adoro  il salmone. 

Ma l’ultima frontiera per controllare le nostre curve ci  arriva con un contro  diktat: mangiate quello  che volete e quando  volete è la regola dell’alimentazione intuitiva.

Non crediate che sia il lasciapassare per ingozzarsi  di  cibo  spazzatura ma è piuttosto un:

<< Approccio  che mira a potenziare il rapporto  tra mente e corpo e pone la persona come l’unica esperta della propria alimentazione >>

Queste sono le parole di Evelyn Tribole, nutrizionista specializzata in disturbi  alimentari che, nel 1995, insieme alla sua collega Elyse Resch scrisse The Intuitive Eating Workbook libro  che ancora oggi è in ristampa.

Sempre sull’argomento, ma con qualche variante rispetto  al libro  precedente, è The F*ck It Diet (il titolo è abbastanza eloquente da non doverlo  tradurre) di  Caroline Dooner e di  cui potete leggerne l’anteprima alla fine dell’articolo.

Calcola il tuo indice di  massa corporea 

L’IMC (Indice di  Massa Corporea, oppure se preferite BMI dall’inglese Body mass index)  è un semplice dato biometrico espressione del  rapporto tra l’altezza di un individuo e il suo peso utilizzato  come indicatore del peso  forma.

 

Per calcolare il vostro  IMC in rete vi  sono diversi  strumenti, io ho  scelto quello offerto  da YAZIO.

 

Powered by YAZIO

Non so  se il calcolo  dell‘IMC attraverso questo  strumento  funziona nella versione mobile del  sito avendolo  testato  solo in quella desktop (tanto più ricca). 

Alla prossima! Ciao, ciao….


Anteprima del libro The F*ck it Diet di Caroline Dooner 

 

Le diete non funzionano. Anzi, alla lunga provocano effetti contrari alle aspettative. Eppure, ogni volta che non otteniamo i risultati sperati, invece di domandarci se il problema stia nel manico – e cioè nei regimi, spesso punitivi, ai quali ci sottoponiamo – incolpiamo noi stessi. “Perché non sono capace di rispettare la semplice prescrizione di un pasto a base di tonno e pompelmo?”, “Cos’ho che non va?”, e via di questo passo, schiacciati dalla convinzione che la chiave della felicità consista nel perdere i chili di troppo. Ma è ora di chiamare le cose con il loro nome: cercare continuamente di mangiare il meno possibile è un modo triste di vivere, e non porta a nulla. Quindi basta con questo modo di trattare il proprio corpo e la propria vita! Caroline Dooner, che per anni ha tentato ogni tipo di regime alimentare, prende di petto gli errori della cultura delle diete e offre ai lettori una strada semplice e scientificamente argomentata, ricca di consigli pratici, per risanare il proprio rapporto fisico, emotivo e mentale con il cibo. Perché l’unico modo per stare bene è smettere di seguire regole prescrittive che conducono a frustrazione, disagio e sensi di colpa. La vita è troppo breve per essere ossessionati dal cibo. Abbiate fiducia: il vostro corpo sa quel che fa. E un rapporto sano con il cibo, in definitiva, rende sani anche voi