La lettura sociale in 140 caratteri

La lettura © caterinAndemme
La lettura
© caterinAndemme

Talvolta penso  che il paradiso  sia leggere continuamente senza fine

Virginia Woolf

Quello che dice l’Istat riguardo  all’editoria

Con il report pubblicato nel  dicembre del 2018, ovviamente riferito all’anno precedente, l’Istat  ci informa che:

Nel 2017 si rileva un netto segnale di ripresa della produzione editoriale: rispetto all’anno precedente i titoli pubblicati aumentano del 9,3% e le copie stampate del 14,5%.

Un dato  che, a mio  avviso,  è molto importante (perché si  diventa lettori  da piccoli) è questo:

L’editoria per ragazzi è in forte crescita rispetto al 2016: +29,2% le opere e +31,2% le tirature, ma è l’editoria educativo-scolastica a incrementare di più la produzione, raddoppiando sia i titoli sia il numero di copie stampate.

Quante sono le case editrici in Italia e quanto pubblicano ogni  anno lo potete vedere dalla seguente infografica (apprezzate il mio sforzo per crearla e lasciate perdere l’estetica)


 

Se poi siete assetate di dati, l’intero  report dell’Istat lo trovate in questo Pdf, molto più  interessante di un bugiardino sull’uso  di un farmaco oppure di un post scritto  da Chiara Ferragni (ve lo  giuro: non sono  assolutamente invidiosa della medesima).

La lettura sociale in 140 caratteri 

All’inizio  era Twitter il posto ideale per confrontarsi  con  altri lettori, parlando  di libri e scambiandosi le reciproche impressioni su  questo  o  quell’altro  autore.

Purtroppo  i  social media sono  diventati l’arena per il lancio  di insulti  tra gli odiatori  di professione (i Tarlucoencefalus) e  politici  che  tengono molto  a far sapere cosa mangiano o  bevono (per nostra  fortuna essi evitano, per il momento,  di informarci  se soffrono  di  stipsi).

Ma la passione per i libri non conosce i confini  dei  social e così nasce il progetto  di un’associazione culturale come TwLetteratura  e la sua app-creatura Betwyll.

Ad essere più precise tutto è iniziato  nel  2016, quando  la casa editrice Pearson  decise insieme a TwLetteratura (e l’utilizzo  della sua app Betwyll) di  lanciare un progetto rivolto  alle scuole di  secondo  grado per far appassionare i  ragazzi  alla lettura e, quindi, creare comunità di utenti con lo scopo di interagire nella forma più appropriata ai  canoni  del  social  reading (o lettura sociale).

In pratica nell’esperimento insegnanti  e alunni hanno  dapprima letto alcuni  testi  tra i più famosi  della letteratura e, in seguito, agli allievi  è stato chiesto  di commentare quanto letto  con messaggi non più lunghi  di 140 caratteri (in pratica il vecchio  tweet che in questo   caso prende il nome di twyll)  parafrasando il brano e sintetizzarne il contenuto.

Così, per esempio, alcuni  utenti  hanno commentato La sera del dì di  festa di  Giacomo  Leopardi:

Tu dormi: io questo  ciel, che si  benigno/ appare in vista, a salutar m’affaccio,/ e l’antica natura onnipossente, che mi  fece all’affanno

Il commento degli  allievi:

Nella quiete notturna, Leopardi  vede il  volto di  chi  ha voluto  la sua sofferenza, quella Natura che pure, tanto dolci  sonni altrui  dona

(@4bt) 

natura onnipossente; la natura per il poeta passa dall’essere l’artefice delle illusioni all’essere maligna: rapporto  conflittuale

(@victoria)

L’app Betwyll è gratuitamente scaricabile dal Play Store di  Google e Apple Store: una volta attivato creando il propri  profilo si potrà partecipare alle discussioni letterarie.

Dai  commenti  che ho  letto  di  chi  ha scaricato Betwyll sembra che l’app  abbia ancora bisogno di un bon rodaggio  per funzionare al  meglio.

Io  invece ho  bisogno di una buona cena e di  andare a letto presto per dedicarmi alle pagine di un libro  prima di  addormentarmi.

Alla prossima! Ciao, ciao…