A Dublino, quel giorno di maggio di 78 anni fa

Leggendo Joyce
© caterinAndemme

” Ci incamminammo per la North  Strand Road fino  all’altezza dei Vitriol  Works e poi voltammo a destra lungo la Wharf Road.

Mahony si  mise a fare l’indiano  appena fummo fuori  di  vista. Inseguì un gruppo  di  ragazze cenciose, brandendo  la fionda scarica e, quando due ragazzi  sbrindellati, spinti  da un senso  di  cavalleria, cominciarono  a prenderci  a sassate, propose che li  caricassimo.

Obiettai  che i  ragazzi  erano  troppo piccoli e così ce ne andammo, mentre la banda di  straccioni  ci  gradava dietro  “Swaddlers! Swaddlers*!”

*Termine dispregiativo con cui  i  cattolici  si  riferivano  ai protestanti

Tratto  da Gente di  Dublino  di James Joyce

Quel  giorno  del 31 maggio 1941, a Dublino

Aveva piovuto nei  giorni  precedenti, come del  resto accade a Dublino anche in primavera, ma quel  giorno  della fine di  maggio il sole sbucato  tra le nuvole, preludio  a un estate che da lì a poco  sarebbe arrivata, invogliava a lunghe passeggiate per le strade.

A Ròisìn il sole piaceva , ancora di più godendo  del  suo  tepore   camminando  affianco a colui che presto sarebbe diventato  suo  marito.

Per questo  voleva parlare dei preparativi  per la nozze quando all’improvviso il suo pensiero venne interrotto da un rumore assordante proveniente dal cielo, facendole comprendere   che  tutto stava per  cambiare.

Naturalmente  Ròisìn (si pronuncia Roscìn) è un personaggio  di pura fantasia che ho  inventato per creare un po’  di pathos nel  ricordo  di  quel 31 di  maggio  di settantotto anni fa.

Fu un errore di  rotta che portò i bombardieri  della Luftwaffe lontano  dal  loro  obiettivo, cioè Belfast,  scaricando le bombe sulla neutrale Dublino causando un notevole numero  di  vittime e danni materiali.

La tragedia ebbe  l’immediato  effetto di indurre molti irlandesi ad arruolarsi  nell’esercito britannico per combattere il nazi-fascismo.

Sennonché l’Éire fu l’unica nazione appartenente al  Commonwealth *a dichiararsi  neutrale (lo è tutt’ora e l’impego  dei  suoi  soldati avviene solo per missioni  di pace delle Nazioni Unite): l’Inghilterra si  adoperò per un ripensamento del  governo  irlandese ma l’allora primo  ministro Éamon de Valera rifiutò ogni  tipo  di  accordo in base alla scarsa fiducia sul fatto  che gli inglesi  mantenessero le promesse, e sul fatto  che le conseguenze della guerra civile di  vent’anni prima pesava ancora sulla popolazione rendendo impossibile l’impegno  nel partecipare a un altro  conflitto.

In realtà Éamon de Valera aveva una certa simpatia per Adolf Hitler sicuro che, qualora l’Inghilterra fosse stata invasa dai  nazisti, la Repubblica d’Irlanda ne avrebbe tratto giovamento.

Quattro anni  dopo  la fine della Seconda guerra mondiale, l’Éire  uscì dal Commonwealth diventando, nel 1955, membro  delle Nazioni  Unite e dell’allora CEE (oggi Unione Europea): fu in quel  periodo che la Germania indennizzò l’Irlanda per il bombardamento  di  Dublino.

L’epilogo amaro  per i volontari  irlandesi

Furono  molti  tra i  volontari irlandesi a morire sul fronte, eppure, una volta terminata la guerra, al loro  rientro in patria vennero  accusati di  tradimento per aver rotto  la neutralità del  loro  Paese combattendo per l’esercito  inglese.

Conseguenza di  questo gli uomini si  videro  negare il diritto di partecipare ai concorsi  per un impego pubblico e il diritto  a percepire una pensione.

Solo nel 2013 il Parlamento irlandese presentò una legge (poi approvata) per ristabilire la giusta considerazione verso  questi uomini  che si  sacrificarono  per combattere il nazi-fascismo.

Ho iniziato l’articolo  citando un passo  di  Gente di  Dublino di  James Joice, quindi  mi  sembra giusto  terminare con l’anteprima di  questo libro.

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…


Anteprima del libro  Gente di  Dublino  di  James Joyce